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Thomas “Tommy” Michael Shelby di Jonhdoe1978

⭐4 Aprile 2026 ⭐ Contrassegnato con: Recensione Tommy Shelby, Tommy Shelby, Tommy Shelby Recensione

Tommy Shelby Interna

Nome: Thomas “Tommy” Michael Shelby

Segni Particolari: E’ lo specchio del nostro lato oscuro

Attività: Gangster, Politico, Uomo d’affari, Soldato, Membro della Camera dei Comuni, Re

Periodo di attività: The Immortal man

Una volta ho quasi avuto tutto cazzo.         
Ma quasi non conta.

Mentre le note della meravigliosa quanto intensa Hunting The Wren dei Lankum libravano nell’aria, tra le parole finali di questo immenso personaggio c’è questa frase. Una frase che definisce la sua e la vita in generale e che per forza di cosa diventa l’epitaffio finale di un viaggio meraviglioso. Un viaggio fatto di adrenalina, emotività, razionalità, rabbia, impertinenza, amore, contraddizioni, mania di grandezza e, soprattutto, umanità. Tommy Shelby è stato tutto questo e lo è stato da subito. Un magnetismo che probabilmente viene da lontano e riguarda, come appena scritto all’inizio del pezzo, perché rappresentava, movenze e atteggiamento compreso, lo specchio del nostro lato oscuro. Lui che da mezzo sangue (è figlio di un irlandese e una rom) facendosi strada con l’arguzia, la violenza e l’arroganza (Noi siamo i fottuti Peaky Blinders!!!!) è diventato prima il capo della sua famiglia e poi il re. E a noi questo percorso piaceva cosi tanto da averlo fatto, appunto, nostro. Per lui abbiamo riscritto (come spesso accade per i personaggi di cui ci innamoriamo) le regole sociali e di comportamento. Sostanzialmente per quel di puttana che bagnava ogni volta le sigarette prima di accenderle (cosa non presente nel copione ma inventata da Murphy per evitare di bruciarsi essendo le stesse finte e quindi di plastica) abbiamo sempre trovato un motivo per dare ragione alle sue gesta anche quando probabilmente non era corretto.

Nell’arco delle 6 stagioni e un pezzo (il film) abbiamo visto i suoi nemici (tra tutti mi piace ricordare il suo rapporto scontro con Alfie Solomons, interpreto da uno stratosferico Tom Hardy, mi ha ricordato tanto quello meraviglioso tra Ragnar e Re Ecbert di Vikings), la sua forza, il suo senso degli affari, il suo essere sempre un passo avanti, la sua capacità e sete di potere, ma anche la sua debolezza e la sua fragilità (partita dall’esperienza della prima guerra mondiale). Quest’ultima, la fragilità, da un certo punto in poi è stata la sua dama di compagnia e questo probabilmente ha reso tutto più vero, più sofferente, più vicino e più umano. Umanità e vicinanza che come detto parte da subito e questo subito, oltre per come si è approcciato, ha anche un nome e un cognome: Grace Burgess. Perché questa figura è a mio avviso importante nell’ambito Tommy Shelby? Perché ci ha mostrato, oltre a sancire come anche in mezzo a un inferno totale l’amore riesce comunque a mettere il suo seme, proprio quel lato umano e vicino di cui dicevo pocanzi e che ha fatto completare il puzzle emotivo della nostra percezione nei suoi riguardi. Tommy ha amato Grace e per lui è rimasta sempre la sua vera e unica compagna, sino all’ultimo istante, Quella frase finale era evidentemente dedicata anche a lei e mostra come nelle complessità a volte le cose sono semplici.

Come ho scritto nella recensione di The Immortal Man, in quel fuoco finale c’eravamo tutti e in qualche modo anche noi abbiamo bruciato. Il paradosso dei personaggi del cinema o della tv è proprio l’idealizzazione che ne consegue e propria questa ti porta a considerali reali, dei compagni di viaggio consapevoli e vivi. E proprio questa attitudine ci aveva portato a essere convinti che quando nell’ultima scena della sesta stagione Tommy si allontanava con il suo cavallo era per andare in qualche altro posto a ricostruire tutto, oppure a riposare per poi ritornare a pretendete la sua corona. The Immortal man ci ha tolto quell’immagine riportandoci nella realtà e nell’ineluttabilità della vita e questo mi fa e ci fa sempre male, almeno all’inizio. Poi subentra il vero concetto dell’essere immortale, il ricordo e la memoria, e la cosa cambia, almeno un po’, la prospettiva.

E giusto chiudere con chi questo personaggio lo ha interpretato e che ci ha fatto scoprire come sia possibile rendere gigantesco un comportamento senza per forza essere esasperato: Cillian Murphy. Murphy proprio per il suo carattere schivo e il modo quasi unico di recitare ci ha messo tanto a prendersi la ribalta e ruoli da protagonista, è stato una spalla per anni. Poi Knight ci ha visto qualcosa di più e gli ha dato le chiavi della sua creatura. Il resto o meglio la conseguenza, è quel disarmo emotivo che abbiamo provato in quegli ultimi secondi del film. Disarmo che in un certo senso rimarrà unico, ma questo lo sapevamo già da qualche anno.

Jonhdoe1978

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