
Nome: Nicola Ruoppolo
Segni particolari: Ciuffo alla Pompadour e moglie busóna (ma lui non lo sa)
Attività: Ex vigile del fuoco richiamato in servizio
Periodo di attività: Dal 1985 al 1987
Nicola Ruoppolo è il pompiere che ogni comandante vorrebbe avere alle proprie dipendenze… a condizione di poterlo assegnare a un’altra caserma.
È un ex vigile del fuoco di mezza età che, richiamato in servizio, si sente improvvisamente ringiovanito. Il suo entusiasmo torna subito quello dei vent’anni… riflessi, prudenza e capacità operative preferiscono invece prendersi qualche settimana in più.
Interpretato da Lino Banfi ne I pompieri di Neri Parenti e nel sequel Missione eroica – I pompieri 2 di Giorgio Capitani, Ruoppolo appartiene alla grande famiglia dei personaggi “banfiani” convinti di avere la situazione sotto controllo, proprio nel momento in cui la situazione smette ufficialmente di esserlo. Orgoglioso, permaloso e animato da un’incrollabile fiducia nei propri mezzi, affronta ogni intervento come se dovesse dimostrare al Corpo, ai colleghi e, possibilmente all’intera nazione, di essere ancora un professionista indispensabile.
Il problema è che il destino considera questa ambizione una sfida personale.
La sua comicità nasce soprattutto dalla distanza tra l’immagine che ha di sé e ciò che gli accade. Ruoppolo si percepisce come un veterano alla Steve McQueen, ma viene regolarmente tradito dagli strumenti, dagli ordini mal compresi e da una Squadra 17 che possiede l’efficienza di una riunione condominiale durante un terremoto. Non a caso, davanti a una situazione particolarmente complicata, arriva a osservare che almeno McQueen avrebbe dato “Un’aspiréta”: riflessione tecnicamente discutibile, ma cinematograficamente ineccepibile.
Anche fuori dalla caserma la sua dignità è sottoposta a esercitazioni estreme. Innamoratissimo della giovane moglie Amalia (Moana Pozzi), scopre grazie al sonnambulismo del collega e caposquadra Armando Bigotti (Andrea Roncato) che lei lo tradisce con il suo migliore amico. E quando decide di confessare ai compagni il proprio segreto più imbarazzante, togliendosi il parrucchino indossato per sembrare più giovane, scopre che tutti conoscevano già una verità ben più dolorosa. Ruoppolo riesce così a essere cornuto, umiliato e fuori moda nello spazio di pochi minuti, mantenendo però una compostezza che meriterebbe una medaglia al valore civile.
Eppure, ridurlo a semplice “casinista” sarebbe ingeneroso. Sotto gli scatti d’ira, la suscettibilità e gli errori catastrofici, Ruoppolo conserva un’autentica devozione per il proprio mestiere. Quando viene cacciato dopo aver guidato la demolizione della casa sbagliata (dettaglio “veniale” che tende a pesare negativamente in qualunque valutazione professionale) soffre soprattutto perché sente di non aver ricevuto l’occasione giusta per dimostrare il proprio valore. Reinventatosi cameriere, finisce infatti per offrire agli ex colleghi una possibilità di riscatto segnalando un incendio nell’albergo in cui lavora.
Certo, nell’attesa il principio d’incendio diventa un rogo gigantesco… ma nessun piano è perfetto.
Nel secondo film, il nostro Nicola viene addirittura promosso caposquadra. Un avanzamento di carriera che certifica come la perseveranza possa davvero condurre ovunque, ma soprattutto che gli uffici del personale non consultano attentamente i fascicoli precedenti. Alle prese con addestramenti canadesi, nitroglicerina e un pozzo petrolifero in fiamme, continua a guidare la Squadra 17 con autorevolezza oscillante e convinzione assoluta.
Banfi rende il personaggio memorabile attraverso la propria musicalità comica: accelerazioni verbali, indignazioni improvvise, storpiature e uno sguardo che passa dall’orgoglio al terrore senza bisogno di montaggio. Ruoppolo fa ridere perché non cerca mai di essere buffo: tenta disperatamente di essere serio, competente e rispettabile… mentre il mondo gli smonta attorno tutte e tre le aspirazioni.
Nicola Ruoppolo è un eroe profondamente italiano: generoso, confusionario e sempre pronto a protestare mentre corre verso il pericolo.
Non sarà il pompiere più affidabile da chiamare durante un’emergenza, ma è certamente l’unico capace di far sembrare l’incendio il secondo problema più grave della giornata.
Alessandrocon2esse
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