
Drew Barrymore non ha conosciuto la fama in modo graduale: ci è stata catapultata dentro da bambina.
Dopo il successo mondiale di E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg, il suo volto diventò immediatamente riconoscibile ovunque, ma dietro quella popolarità precoce si nascondeva una realtà molto più dura.
Mentre avrebbe dovuto vivere un’infanzia normale, Drew si ritrovò immersa in ambienti da adulti, tra feste, eccessi e solitudini che nessun bambino dovrebbe affrontare. A nove anni frequentava già locali esclusivi come lo Studio 54, a dodici aveva conosciuto la cocaina e a tredici entrò per la prima volta in riabilitazione.
A soli quattordici anni ottenne l’emancipazione legale dai genitori, ritrovandosi di fatto a dover crescere da sola. Più tardi avrebbe riassunto quel periodo con parole durissime: “A un certo punto mi sono resa conto che non avevo nessuno. Ero io la madre di me stessa.”
Eppure, la sua storia non si è fermata alla caduta.
Drew Barrymore è riuscita a ricostruirsi, tornando a Hollywood non solo come attrice, ma anche come produttrice e figura amatissima. La sua rinascita resta una delle più forti dimostrazioni di resilienza nel mondo dello spettacolo.
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