
TITOLI DI TESTA: La guerra dei mondi… ma contro chi l’ha girata.
TRAMA: ce stanno i film de fantascienza dove arrivano gli alieni, distruggono le città, fanno esplode tutto, urinano dalle dita e l’umanità cerca disperatamente un modo per sopravvive. Poi c’è LA GUERRA DEI MONDI…ma mica quella dove Tom Cruise gira cor giacchetto de pelle della Belstaff, ma quella de Rich Lee, dove gli alieni arrivano sulla Terra e la prima cosa che decidono de fa è… hackerà i computer. Lasciamo perde i raggi laser, Que dopo miliardi de anni de evoluzione intergalattica, viaggiando attraverso lo spazio, attraversando galassie e probabilmente magnandose pure qualche meteorite, questi arrivano da noi per rubà i dati. E chi deve fermalli? Ice Cube, che lavora pe la sicurezza nazionale e passa praticamente tutto il film davanti a un computer. Qua se trovano davanti all’invasione aliena più famosa della storia che diventa una riunione su Teams.
Videochiamate, telecamere, messaggi, finestre che se aprono, finestre che se chiudono, satelliti, hacker, sorveglianza… manca solo che qualcuno dica “Scusate, non ve sento, accenni er microfono!”. Il problema è che nel frattempo il mondo dovrebbe esse invaso, ma tu c’hai la sensazione che nun sta a succede na mazza.
Gli alieni attaccano? Ice Cube guarda il monitor. Distruggono una città? Ice Cube guarda il monitor. Il pianeta rischia de finì? Ice Cube apre un’altra finestra. E in mezzo a tutto questo ce stanno pure i figli, perché evidentemente durante un’invasione extraterrestre globale un padre americano deve comunque controllà se i ragazzini hanno fatto i compiti. A un certo punto non capisci più se Ice Cube sta salvando l’umanità o sta cercando di recuperà la password del Wi-Fi.
La trama va avanti tra complotti, Clippy che fa na comparsata, tecnologia e spiegazioni che sembrano uscite da uno che ha passato la notte a guardà tutorial su come diventà hacker, fino ad arrivà al momento in cui finalmente si capisce come fermare gli alieni. E lì dici: “Daje, mo succede qualcosa”. Niente. Pure il finale sembra un PowerPoint in cui hanno scoperto come mette le transizioni. E tutto questo con effetti speciali che sembrano fatti con un 286, esplosioni da GIF e tripodi che c’hanno meno presenza scenica de un modem Fastweb.
TITOLI DI CODA: La guerra dei mondi è un esperimento interessante solo per capire quanto poco possa rimanere di un film quando prendi H.G. Wells, gli togli la paura, la tensione, l’apocalisse e quasi pure gli alieni, e lo trasformi in una videochiamata. Non è brutto. È peggio. Finisce e già te sei scordato pure perché l’avevi iniziato.
EXTRA: H.G. Wells è morto nel 1946. Probabilmente dopo questo film ha provato a resuscità solo per poter morì un’altra volta.
Mklane























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