
Nome: Sceriffo Mike Thompson
Segni Particolari: Troppi per essere elencati
Attività: C’è scritto nel nome
Periodo di attività: tra un caso da risolvere e l’altro
Ci sono sceriffi che risolvono casi, inseguono criminali e proteggono la propria comunità. E poi c’è Mike Thompson.
Lo sceriffo di Resident Alien è uno di quei personaggi che, appena entra in scena, sembra destinato a essere una macchietta. Un uomo tutto divisa, autorità e sicurezza di sé, convinto di essere il cowboy definitivo di una cittadina dove, a ben vedere, succedono cose talmente assurde che probabilmente anche lo sceriffo dovrebbe avere un momento per chiedersi se non sia finito dentro un episodio di X-Files.
E invece Mike diventa molto di più perché per me è uno dei personaggi migliori della serie proprio perché non smette mai di essere Mike.
È vanitoso, permaloso, competitivo, spesso completamente fuori strada. Ha un bisogno quasi patologico di dimostrare di essere il maschio alfa della situazione, anche quando la situazione è chiaramente fuori dalla sua portata. E la cosa più divertente è che spesso non si rende nemmeno conto di quanto sia ridicolo o coglione. Ma dietro quella corazza c’è un uomo profondamente legato alla propria comunità.
Mike vuole essere uno sceriffo vero. Vuole essere rispettato. Vuole essere quello che protegge gli altri. E in fondo questa ossessione per il ruolo nasce proprio dalla paura di non essere abbastanza.
Il rapporto con il suo vice o meglio braccio destro e sinistro, Liv, è fondamentale perché lei rappresenta esattamente ciò che Mike non vuole ammettere: che non deve necessariamente avere sempre ragione. Liv è più intelligente, più sensibile e spesso arriva alla verità prima di lui. Eppure Mike, anche quando si comporta da stronzo monumentale, finisce sempre per esserci.
Poi c’è Harry, il protagonista della serie. Ed è qui che il personaggio diventa irresistibile. Per gran parte della serie Mike guarda Harry come si guarda quel collega che ti sta sul cazzo ma che non puoi licenziare. Lo considera strano, sospetto, socialmente incomprensibile. E il bello è che ha perfettamente ragione, solo che non ha assolutamente idea del perché. Harry si comporta come un alieno perché è un alieno. Mike lo percepisce come no scemo (e in entrambe i casi le diagnosi sono corrette).
Il rapporto tra i due è una delle fonti comiche più riuscite della serie proprio perché Mike rappresenta l’ordine e Harry il caos assoluto. Mike cerca continuamente di capire cosa stia succedendo mentre Harry, dall’altra parte, sta cercando di capire perché gli esseri umani stringano la mano invece di annusarsi il culo. Eppure, stagione dopo stagione, anche Mike cambia.
Non diventa improvvisamente un’altra persona. Impara semplicemente a guardare oltre sé stesso. Il suo ruolo di sceriffo smette gradualmente di essere una questione di ego e diventa una responsabilità reale. Comincia a preoccuparsi delle persone, non soltanto dell’immagine che ha di sé. Ed è questo il bello di Mike. Che mentre Harry impara a diventare umano, Mike impara a essere un essere umano migliore. Solo che lo fa continuando a comportarsi da coglione.
E forse è proprio questa la sua grandezza. Perché in una serie piena di alieni, militari, cospirazioni, rapimenti, poteri mentali e creature extraterrestri, alla fine uno dei personaggi più credibili rimane proprio lui: lo sceriffo che vorrebbe avere tutto sotto controllo…in una città dove evidentemente non c’è mai stato niente sotto controllo.
Mklane
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