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Peaky Blinders – Stagione 2 (2014) di Jonhdoe1978

⭐22 Luglio 2020 ⭐ Contrassegnato con: Cillian Murphy, Peaky Blinders 2, Recensione Peaky Blinders 2

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Quando un autore decide sin dall’inizio, di sviluppare una serie in più stagioni ha sicuramente molto fiducia sull’efficacia della sua storia e soprattutto, sa di avere le spalle finanziariamente coperte.

Sono passati due anni da Grace, il proiettile al capitano Campbell e il no di Thomas (Cillian Murphy) a seguirla e molte cose sono cambiate. La famiglia Shelby ha ampliato i propri poteri ed è ormai, pronta a fare il grande salto, espandendo i propri affari oltre i confini di Birmingham, direzione Londra.

Sin dai primi minuti l’impressione generale, è di un cambio da parte di Steven Knight sulle priorità narrative da raccontare. L’inizio di questa stagione infatti, apparentemente, si spoglia dell’emotività con cui si è conclusa la prima, focalizzandosi più sull’aspetto politico e d’espansione della famiglia. Ho scritto apparentemente perché per quanto sullo sfondo, in tutto quello che fa Thomas Shelby rimane sempre l’ombra di quella Grace che si è portata via un’altra parte di quello che era rimasto del suo cuore. La corazza del nostro protagonista da singola si è trasformata quasi subito, in doppia, ma con una fessura sempre aperta a cui razionalmente e irrazionalmente non riesce fare a meno. E’ come se avesse sempre un piccolo punto sanguinante che cerca di curare nutrendo il suo ego e la voglia sfrenata di conquista. Ambizione e responsabilità che sono stai poi i motivi portanti che gli hanno impedito di prendere quel treno, con tutte le ferite nascoste derivanti da tale scelta.

Quello che cambiano sono, inevitabilmente, anche  le dinamiche di gestione degli affari. A Birmingham Thomas è ormai quasi un re, sa come, perché e quando muoversi. A Londra è diverso, è un pesce ancora piccolo e spesso la sua normale e spontanea sicurezza lascia spazio all’irrequietezza dell’impossibilità di avere sempre tutto sotto controllo. Questo passaggio lo trovo fondamentale per la riuscita di questa stagione. E’ come se si sia voluto far crescere il personaggio con lo spettatore, mostrarne limiti e virtù facendolo cosi, sentire vicino e quindi facilmente amabile. D’altronde il segreto di un film o una serie è sempre lo stesso: l’immedesimazione. I protagonisti devono entrare nella pelle di chi li guarda, devono farsi sentire, regalare brividi, quasi far condividere la sofferenza delle scelte.  Se si trova questa alchimia il resto è solo attenzione a non esagerare, a non mettere troppi incroci sulla strada rischiando di perdere direzione e coinvolgimento.

Peaky Blinders in questa parte, pur mettendo nel piatto diverse situazioni diverse (ebrei, italiani, irlandesi, polizia, governo) riesce a tenere una struttura chiara, con tutte le pedine messe nel posto giusto e al momento giusto. E questo intersecando molto spesso momenti e circostanze completamente distanti tra di loro. Insomma un piccolo capolavoro storico/narrativo.
Ma l’elemento di rottura, nel caso specifico con le sembianze di May Carleton (Charlotte Riley) era assolutamente necessario arrivasse, cosi come l’Angelo che incombeva sopra Thomas e su tutte le lettere bruciate che non ha voluto mai leggere, doveva tornare a battere le sue ali. Il ritorno è di quelli travolgenti sia per il come che per il quando. L’amore e la morte si mischiano nuovamente, decidendo che è il momento di fare un nuovo ballo insieme, senza che entrambi sappiano quale dei due sarà l’ultimo a lasciare la sala. E questo a prescindere dal presente, spazzato via da un passato troppo ingombrante e troppo importante per voltargli di nuovo le spalle, nonostante i timori, i dubbi, gli impedimenti e le paure.

Oltre alla solita fantastica prova di Cillian Murphy c’è da sottolineare la splendida prova di tutto il cast, arricchita in questa parte, da un Tom Hardy (Alfie Solomons) autore di una prova a tratti straripante. E’ stato il vero sale di tutta la stagione, il condimento necessario per rendere saporite ed equilibrate le varie situazioni che si venivano a creare.

Come ho già avuto modo di dire, non amo i finali di stagione completamente aperti, mi lasciano sempre l’idea di uno sfruttare l’onda lunga del successo. Nel caso specifico questa sensazione è sepolta dall’enorme potenziale che la storia ha, essendo possibile di tanti di quei sviluppi che se gestiti bene, non si corre nella maniere più assoluta, il rischio di ripetere azioni e soprattutto, sensazioni.
La conclusione di questa seconda parte apre, infatti, scenari improvvisi, implicazioni politiche sino a quel momento inimmaginabili, insieme a una prospettiva di “si lo voglio” a cui, a mio avviso, sarebbe servito un minimo di attenzione in più, non essendo stato sufficiente indurre il mistero, peraltro solo apparente, sulla scelta di chi tra le due. Gli occhi vanno sempre oltre le parole non dette o dette a metà, cosi come il cuore se ha la possibilità, si riversa completamente verso la sua naturale metà, e questo a prescindere dalla semplice logica o dalla errata percezione di giustizia. E’ come se quest’ultima abbia per una volta, deciso di lasciare da parte il suo essere amara donando ai due il lusso di una seconda possibilità  dai contorni unici…quanto la prima.

Jonhdoe1978

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Peaky Blinders 2

Peaky Blinders 2
8.4

Valutazione Complessiva

8.4/10

SCHEDA

  • Ideatore: Steven Knight
  • Episodi: 6
  • Durata: 55'-59'
  • Genere: Drammatico/Storico

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