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Nobody Wants This – Stagione 2 (2025) di Jonhdoe1978

⭐14 Gennaio 2026 ⭐ Contrassegnato con: Nobody Wants This - Stagione 2, Nobody Wants This - Stagione 2 Recensione, Recensione Nobody Wants This - Stagione 2

Nobody Wants This - Stagione 2 Interna

La prima stagione di Nobody Wants This è stata per me una grande sorpresa, cosi grande che l’ho ritenuta e la ritengo una delle migliori serie (ovviamente parametrata all’argomento) del 2024. Ma come si sa sorprendere è difficile, ma confermarsi lo è ancora di più. E proprio questo peso sembrava essersi impossessato della seconda stagione facendomi quasi pensare che la magia trovata si fosse in qualche modo offuscata. Le prime 3 puntate di questa seconda parte, infatti, sembravano rallentate quasi fossero l’appendice stanca e uguale di quello che avevamo già visto. Fortunatamente, invece, è stata solo un’impressione e a conti fatti sono servite solo come ponte un po’ per rispolverarci la memoria sulla dimensione di personaggi e ambito e un po’ per aprire le vicende che si sarebbero approfondite da li a poco.

E devo dire che questa specie di parziale stasi iniziale, alla fine, non solo è stato un pregio, ma probabilmente è stata indispensabile per far in modo che la trama andasse oltre senza far smarrire il suo DNA fatto di ironia, contrapposizioni, disparità, sentimento e.. confusione. Prima di approfondire quest’ultimo tema, credo però sia necessario fare un passo indietro e soffermarsi un attimo su come si è conclusa la prima stagione. Sostanzialmente, la storia ha voluto dirci come a volte i paradossi non solo funzionano ma addirittura vincono. Non si trattava evidentemente di una novità narrativa, ma il modo tra il sacro e il profano utilizzato (non senza mai sfociare nel volgare, grande merito) con tantissima ironia e ritmo, l’avevano fatta distinguere da tanti format rendendola in qualche modo unica. Romanticismo e materialità si sono fusi alla perfezione dando cosi il senso più profondo del sogno e della quotidianità.
L’unico grande difetto, che peraltro ho segnalato nella recensione apposita, è che il finale è stato troppo aperto e non perché fosse un difetto assoluto ma perché il tritatutto Netflix, in caso di poco successo, non avrebbe esitato a cancellare tutto, annichilendo di fatto tutto quello di buono raccontato.
Detto questo, sul nuovo finale ci torneremo, sarebbe stato rischioso riprendere in pieno i temi e i modi della prima parte senza aggiungere o centrifugare almeno un po’ messaggi e contenuti. Ed è quello che intelligentemente ha fatto Erin Foster, creando una brillante e alla fine coinvolgente, e torniamo al sospeso, confusione.
Le ultime puntate, infatti, sono un continuo turbine di dire, fare e disfare e questo, altra grande capacità, non sono non facendo perdere i riferimenti dati, ma dando sempre la sensazione di movimento costruttivo. Il, o meglio, i sentimenti sono rimasti sempre al centro della discussione, ma si sono aggiunte molte altre sfumature rendendo la questione ancora più piena e variegata. E la cosa posso assicurare non era per nulla facile, in questi casi il rischio macchietta è sempre dietro l’angolo e con esso la perdita di assimilazione emotiva.

Ma veniamo a quella che secondo me è stata l’evoluzione più importante della serie: il messaggio. La prima stagione si è concentrata sull’innamoramento (a più livelli), mostrandoci il senso più misterioso e magico dell’attrazione oltre le affinità. La seconda, giustamente, e ripeto le prime puntate sembravano non andare in questa direzione, fa un passo in più, raccontandoci le difficoltà della diversità nel consolidamento di un rapporto. E se questo era già apprezzabile, ridistribuendo la pesantezza dei personaggi (la struttura è molto meno accentrata), lo è ancora di più il fatto che ci si sia soffermato anche sulle altre fasi di un rapporto: di nuovo l’inizio attraverso Morgan e di come il tempo invece, possa appesantire o mettere in dubbio l’amore (stavolta tramite Sasha e Esther). Un tris (la parte intermedia sono Noah e Joanne) che alla fine ha funzionato alla grande, l’ultima puntata anche se un pizzico pasticciata ha reso perfettamente il senso di questi momenti rapporto/amore, e che a mio avviso ha avuto di nuovo lo stesso unico difetto: troppo aperta. Per carità, la terza stagione è stata ufficializzata, ma voglio pensare che lo fosse ancor prima di chiudere questa seconda, in caso contrario sarebbe stato un errore grossolano (i motivi sono sempre gli stessi) oltre che di arroganza.

Passaggio d’obbligo per gli attori. Come accennato poco fa, c’è stato meno accentramento e questo, dal mio punto di vista ha penalizzato Kristen Bell. La sensazione che ho avuto è che con meno assiduità e/o enfasi gli altri personaggi le siano montati sopra trasmettendo di più. Entrando nel particolare, sia Justine Lupe che e soprattutto, Timothy Simons (vera sorpresa in questa fase) hanno retto meglio di lei la scena dando più motivi sia per riflettere che per sorridere. Ha invece, conservato il suo spazio Adam Brody, probabilmente grazie a una capacità di adattamento migliore della sua dirimpettaia.

La sensazione che ho avuto sin da subito su questa serie, confermata in questa seconda stagione, è che tutta la storia corra su un filo. In pratica, il confine tra la soddisfazione e la noia/disastro è labilissimo e il terreno di manovra estremamente ridotto. Ora, dopo 20 puntate mi sento di dire che questa non è stata una conseguenza, ma proprio una scelta. Ed è forse, anzi leviamo il forse, il motivo di tutto il suo successo. Speriamo si riesca a reggere sino alla fine, ma rimaniamo positivi.

Jonhdoe1978

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Nobody Wants This - Stagione 2

Nobody Wants This - Stagione 2
7.7

Valutazione Complessiva

7.7/10

SCHEDA

  • Ideatore: Erin Foster
  • Episodi: 10
  • Durata episodi: 22-38'
  • Genere: Commedia/Sentimentale

Interazioni del lettore

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