Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: I shot the codino
TRAMA: nel 1990, ancor prima di un futuro pieno di parti in cui reciterà (parolone) e menerà (doppio parolone) stando seduto, dopo una serie di personaggi picchiavano pure l’aria, Steven Seagal decide che è arrivato il momento de interpretà qualcuno che se vole riposà…ma non prima de aver ammazzato qualche altro cristiano, perché evidentemente la pensione anticipata dell’agente DEA te la danno soltanto dopo aver svuotato un caricatore e spezzato qualche braccio.
Il nostro Stevie qui interpreta John Hatcher, agente antidroga che dopo una missione in Colombia perde un collega e decide de tornà a Chicago, dalla famiglia, per ritrovà la pace interiore. Roba che va pure a confessasse da un prete, raccontando tutti i peccati commessi durante il servizio, ma pure quelli della vita de tutti i giorni tipo “ho pensato de vince l’Oscar co Nico” ed è proprio lì che il prete je consiglia de mollà tutto e godesse la vita. E lui che fa? Torna a casa, abbraccia la sorella, saluta i nipoti e se mette a guardà i cantieri? Col cazzo, è pur sempre Steven Seagal.
Perché a Chicago è arrivata la Jamaican Posse, che nun è un gruppo che fa cover dei Pittura Freska, ma una banda de narcotrafficanti giamaicani capeggiata da Screwface, uno stregone della droga che c’ha più poteri del Mago Otelma e un guardaroba che manco Bob Marley in tournée.
Lo stregone
Sto tizio controlla er quartiere, palleggia bombe carta, spaccia crack e ammazza gente come se stesse distribuendo volantini. E quando Stevie s’incazza e comincia a smontargli la banda pezzo per pezzo, Screwface decide de vendicasse attaccando la sua famiglia.
A quel punto Stevie capisce che la meditazione, la preghiera e la vita tranquilla so’ tutte cazzate. Raduna l’amico Max, ex carabinieri del nucleo di Viterbo ora diventato allenatore de football, e Charles, poliziotto che dà la caccia a Screwface da cinque anni. Cinque anni perché purtroppo non aveva ancora incontrato Stevie.
I tre partono per la Giamaica, armati fino ai denti, perché evidentemente per risolve un problema de droga la soluzione migliore è esportà più armi de quante ne abbia l’esercito. Nel frattempo Stevie continua a camminà con la calma de uno che sta andando a ritirà la pensione, mentre intorno volano pallottole e saltano in aria interi edifici. Gli altri corrono, sparano, urlano, sudano. Lui niente: un cazzo de bradipo.
Corri così? Torna a camminare dai…
E poi arriva Screwface, il cattivone che secondo una sua ex c’ha «due teste, quattro occhi e nun ve dico che altro». Praticamente un drago, o comunque, un nemico alla sua altezza! O almeno così pare, perché Stevie je entra in casa, fa fuori mezza organizzazione e alla fine lo decapita con una spada. Problema risolto? Macché! Poco dopo il morto ricompare vivo. Perché Screwface c’ha un gemello identico, pure lui criminale, pure lui cattivo, pure lui probabilmente iscritto alla stessa scuola de stregoneria.
E così Stevie deve ammazzallo una seconda volta, spezzandogli la schiena. Perché uno magari c’ha un fratello gemello che je presta i vestiti, questo invece je presta direttamente il boss finale.
TITOLI DI COSA: Programmato per uccidere è uno dei classici esempi di cinema d’azione anni Novanta in cui la trama serve soprattutto a collegare una scazzottata alla successiva. Il film vorrebbe affrontare il tema della violenza, del senso di colpa e della possibilità di sottrarsi alla spirale della vendetta, ma purtroppo c’è qualcosa che non ti può permettere di parlare d’altro. C’è Steven Seagal. Anche il voodoo e la componente legata alla cultura giamaicana vengono utilizzati più come decorazione esotica che come elementi realmente sviluppati. Anche se il vero protagonista occulto resta lui: il codino di Steven Seagal, che attraversa sparatorie, esplosioni e combattimenti senza perdere un centimetro di dignità. Un’acconciatura che meriterebbe una candidatura all’Oscar, se non fosse che l’Academy probabilmente teme di essere presa a schiaffi.
EXTRA: Il titolo originale è Marked for Death. Ma secondo me dovevano chiamarlo Marked for Hair: perché puoi ammazzà un uomo, decapitallo e spezzaje la schiena, ma quel codino continuerà a vive. Amen.
Mklane
























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