
Accanto alla carriera da comico e attore, Kevin James ha raccontato anche un episodio molto personale legato alla sua famiglia.
In un periodo particolarmente complesso, sua figlia (che si trova nello spettro dell’autismo) stava attraversando una fase difficile e lui, insieme alla moglie, sentiva di non avere molte risposte.
James decise allora di affidarsi alla propria fede. Iniziò un digiuno molto rigido, bevendo soltanto acqua con una piccola quantità di sale e dedicando quei giorni alla preghiera e alla riflessione. Non aveva fissato una scadenza: voleva semplicemente continuare finché avesse sentito di doverlo fare.
Durante quel periodo continuava a informarsi sulle condizioni della figlia e, secondo il suo racconto, iniziò a notare alcuni segnali positivi: maggiore tranquillità e un sonno più regolare. Per lui quei cambiamenti ebbero un profondo significato spirituale e lo convinsero a proseguire, fino a superare i quaranta giorni.
James ha spiegato che quell’esperienza rafforzò ulteriormente la sua fede. Senza attribuire al digiuno alcun effetto medico, la vicenda racconta soprattutto la vulnerabilità di un padre che, sentendosi impotente, cercò un modo personale per restare vicino alla figlia.
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