Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: Il Punitore… ma poco
TRAMA: erano i primi del 2000 e dopo X-Men, Spider-Man, Daredevil e Hulk, era arrivato il momento di fare un film su un pezzo da novanta: Capitan America? No, er Punitore, con Thomas Jane e John Travolta che nun balla. Stendiamo un velo pietoso su quello del 1989, erano altri tempi. Qua Frank Castle è un agente FBI che sta per andare in pensione, perché evidentemente pure i vigilanti c’hanno diritto da riposasse. Durante l’ultima operazione ammazza per sbaglio (ma nun lo so mica) er fijo del boss Howard Saint, interpretato da Johntra con una pettinatura che sembra fatta dal parrucchiere di Nicolino Cage.
Saint allora decide di vendicasse e fa fuori praticamente tutta la famiglia di Frank: moglie, figlio, padre, vicini di casa, parenti, uno che passava di là, amici, probabilmente pure il cane che non vediamo. Frank sopravvive per miracolo e decide di diventare il Punitore. E qua uno aspetta la trasformazione definitiva: costume nero, teschio, arsenale, vendetta, sangue, distruzione.

Christopher Lambert con il mitra
Invece Frank va a vivere in un appartamento mezzo sfondato e passa il tempo a guardare il soffitto con la faccia de uno che ha appena scoperto che gli hanno cancellato la puntata finale di Beautiful. Thomas Jane c’ha una bella mascella, questo glielo devo riconosce: faccia da Punitore anni 2000 pure lui co la tinta (è biondo mannaggia). Però manca quella faccia devastata, segnata, incazzata col mondo che anni dopo avrebbe portato Jon Bernthal. Jane sembra uno che sta aspettando il suo turno dal dentista. Bernthal invece pare che abbia dormito dentro un cassonetto e poi sia uscito direttamente per ammazzà qualcuno.
E intanto arrivano i nemici. John Travolta dovrebbe essere un boss mafioso terrificante, ma sembra più uno che s’è perso andando a una festa di Capodanno a Miami. Poi c’è la moglie Livia, che praticamente è più cattiva del marito, Quentin Glass, che ha una trama tutta sua che non interessa a nessuno, e una serie di sicari talmente strani che pare che Frank abbia fatto un casting su Chi l’ha visto?.

E il regista disse “AZIONE”!
Poi arriva IL RUSSO, interpretato da Kevin Nash: un armadio a quattro ante che viene mandato a casa di Frank per ammazzarlo. E qui finalmente il film si ricorda di essere un film d’azione. I due fanno una scazzottata (con una colonna sonora di sottofondo che vabbè) dentro casa che dura talmente tanto che a un certo punto pensi che abbiano litigato pure sul contratto d’affitto. Se menano con mobili, pareti, frigoriferi, tavoli e probabilmente pure i termosifoni. Frank prende schiaffi come se avesse rubato la pensione al Russo, ma alla fine riesce a batterlo. Questa è probabilmente la scena migliore del film, perché almeno per dieci minuti Thomas Jane sembra veramente il Punitore.
Il problema sono tutti gli altri. Rebecca Romijn, Ben Foster, John Pinette e compagnia bella sono i vicini di casa di Frank e dovrebbero rappresentare la sua nuova famiglia. Invece sembrano un gruppo de rincoglioniti che il protagonista deve proteggere prima di poter continuare la missione principale. E poi ce stà pure Harry Heck, il sicario con la chitarra. Perché evidentemente in un film sul Punitore mancava proprio un killer country che arriva armato, canta na canzone de Gigi D’Alessio e poi viene ammazzato. Cinema.

Praticamente il sicario con la chitarra è lui!
TITOLI DI COSA: il problema de The Punisher è che vorrebbe essere un film cattivo, violento e senza speranza, ma spesso sembra una soap opera criminale con qualche sparatoria. La vendetta di Frank c’è, il teschio pure, le pallottole pure, ma manca quella rabbia che dovrebbe rendere il personaggio memorabile. Thomas Jane non è terribile, ma stà in un film che gli mette addosso una faccia talmente inespressiva che pare stia facendo la fila alla posta.
EXTRA: nel 2012 Thomas Jane torna nei panni di Frank Castle con Punisher: Dirty Laundry, un corto indipendente di dieci minuti. E qua succede una cosa strana: finalmente sembra aver capito chi cazzo sta interpretando. Frank va in una lavanderia, incontra una banda di teppisti e decide di sistemare la situazione a modo suo. Poche parole, tanta violenza, facce incazzate e una bottiglia di whisky usata come arma. Non sarà un vero sequel e non è prodotto dalla Marvel, ma è molto più vicino allo spirito del personaggio: situazione semplice, scrittura più secca e Thomas Jane finalmente centrato. Nel film del 2004 sembrava che stesse cercando di capire come fare il Punitore; in Dirty Laundry pare che qualcuno finalmente gli abbia detto: “A Thomas, devi solo entrà, menà e fa paura. Nun devi mica da fà Shakespeare.” E infatti funziona.
Mklane
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