
TITOLI DI TESTA: ma che te corri
TRAMA: ci sono film d’azione dove il protagonista corre perché deve salvà il mondo. Poi c’è The Runner, dove Gal Gadot corre perché evidentemente Amazon aveva pagato l’abbonamento alla palestra. Maia Marten è una procuratrice londinese, ha un figlio diabetico, un processo importante e una vita apparentemente normale. Ma siccome nei film Amazon la normalità dura quanto un panino al salame lasciato sul termosifone, mentre sta facendo jogging riceve una telefonata: hanno rapito Noah e se vuole rivederlo vivo deve fa esattamente quello che je dice un tizio misterioso.
E qua parte la genialata: il criminale le dice di andare a un cassonetto, prendere una pistola e raggiungere un hotel per ammazzare il testimone chiave del processo contro un boss. Tutto entro un’ora. Perché evidentemente il rapitore, invece de mandà uno dei suoi ventisette criminali, ha pensato: “Sai che famo? Prendiamo una procuratrice, je rapimo er figlio e la famo correre per Londra co’ na pistola”. È talmente assurdo che pare una missione secondaria de GTA scritta da uno che ha dormito poco…molto poco.
Da quel momento Gal corre. Corre a piedi, corre nella metro, corre sulle strade, corre sull’acqua, corre dentro un’ambulanza, corre pure durante i titoli di coda. Il rapitore la segue attraverso il telefono, le racconta cose private, le hackera la vita, la provoca, le fa domande sulla morte del padre e nel frattempo lei viene investita, perde il telefono, ne ruba un altro, scappa dalla polizia, si nasconde in una chiesa e a un certo punto si butta pure da un ponte su una chiatta.
Praticamente è tipo Forrest Gump ma co più azione.
Il problema è che il film dovrebbe essere un thriller in tempo reale, quindi ogni minuto dovrebbe sembrà decisivo. Invece dopo un po’ inizi a guardà Gal Gadot correre e pensi: “Sì, vabbè… ma Wonder Woman dove cazzo deve annà?”. E il montaggio è talmente frenetico che sembra che qualcuno abbia dato il telecomando a un bambino e je abbia detto “premi avanti finché non finisce”.
Finalmente arriva all’hotel, sale fino al 53º piano e spara al testimone. Solo che…SPOILER GROSSO COME UNA CASA CHE DICI PROPRIO MA CHE DAVVERO era tutto finto. La pistola era caricata a salve, il sangue era finto e la polizia aveva già organizzato tutto. Praticamente dopo 80 minuti de inseguimenti scopri che bastava una bomboletta de sangue finto e un minimo de coordinamento tra adulti.
Il rapitore viene arrestato, il figlio salvato e Maia torna a casa. Ma riceve un’altra telefonata da un numero sconosciuto e, giustamente, stavolta butta direttamente il telefono dal finestrino. Finalmente una decisione intelligente.
TITOLI DI COSA: The Runner vorrebbe essere Speed, Run Lola Run, The Fugitive e un thriller tecnologico tutti insieme, ma alla fine è semplicemente Gal Gadot che fa jogging mentre qualcuno je rompe er cazzo al telefono. Tanta frenesia, poca tensione, una sceneggiatura piena de coincidenze e un film che corre continuamente senza arrivare veramente da nessuna parte.
EXTRA: Gal Gadot corre…io dopo 20 minuti ero già stanco.
Mklane























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