
Non riesco a utilizzare troppi giri di parole: La fine di Oak Street è un gran brutto film, sotto quasi tutti i punti di vista.
Prima di entrare nelle motivazioni vorrei prima condividere la sensazione che mi ha invaso al termine della visione e che ha che fare, ovviamente in maniera legata, con il suo autore. Quello che ho pensato, snellendo il concetto, è che David Robert Mitchell con questo film abbia chiuso la sua trilogia verso il basso facendomi (facendo?) pensare che forse It Follow è stato non dico casuale ma forse il tocco magico di una persona invece normale.
Certo qualche scricchiolio si era già percepito con Under the Silver Lake ma il tonfo di La fine di Oak Street è stato cosi pesante da farmi arrivare alla considerazione appena scritta.
L’incipit è conosciuto, lo si evince dal trailer: un intero quartiere per un qualche motivo viene trasportato indietro di 2000 anni momento in cui il mondo è dominato dai dinosauri.
Delimitato l’ambito, è il momento di entrare nello specifico di quanto detto all’inizio e quindi del perché lo reputo un pessimo progetto. Il più grande problema di questo film è che non sa nemmeno lui che sapore vuole avere. Si passa dallo splatter esagerato alla banalità più assoluta passando per quella che potrebbe essere una storia per famiglia e di ragazzi. La storia cambia direzione 100 volte e purtroppo, nessuna di queste minimamente attendibili o meglio, identificabili. Non ti metti mai, e dico mai, nei panni di uno solo dei protagonisti e questo per un racconto in mezzo tra il fantastico, il pericoloso e l’avventura non è un limite, ma una vera e proprio tomba. Tanto per fare qualche esempio, cosa che mi suggerisce di dirvi magari di leggere queste righe a visione fatta, i momenti in cui i dinosauri diventano titubanti davanti ai personaggi (dopo ovviamente essere stati rappresentati come esseri infermabili davanti a nulla) sono tantissimi e alla fine veramente stucchevoli. Esattamente come le contraddizioni di azioni: può essere verosimile, ad esempio, che due bambini che hanno appena visto un uomo sbranato abbiano la tranquillità di uscire di notte alla ricerca del loro cane (peraltro inseguito a sua volta da un altro dinosauro)? Queste cose, e posso garantire che ce ne sono tante altre, allontanano l’immedesimazione e la allontanano non solo perché non rispettano un minino i canoni reali (sarebbe il minimo) ma perché è proprio il film che ti dice che vuole altro. Fosse tutto impostato come una favoletta avrebbe un senso, ma questo non è e da qui la confusione e l’approssimazione.
Anche il cuore della storia, quella spogliata degli eventi di accompagno, non mi ha minimante convinto. Il wormhole è praticamente buttato li senza un minimo di contorno e/o giustificazione. Ce lo ritroviamo dopo una serie di step con l’unica costante di una luce!!! Come si può non cercare di andare un minimo oltre, anche rischiando qualche esagerazione?
Ancora peggio, se mai fosse possibile, la gestione della fine. In primis perché il salvataggio di quelle persone (anche qui il senso del tempo e delle possibili doppie identità è stato asfaltato) è veramente emotivamente nullo e poi non da niente proprio per quello che racconta. Se poi ci si aggiunge un inutile morale familiare sulle seconde possibilità e sulla necessità di tenere duro, con tanto di esaltazione dei ruoli tra uomo e donna, ecco che il tracollo è completo, soprattutto perché anch’esso è completamente fuori contesto e fuori scala.
L’unica salvezza, o meglio, l’unica carezza che ha questo prodotto è Anne Hathaway, brava sempre e comunque. In qualche modo riesce a essere un minimo attendibile anche dove praticamente non c’è predisposizione per esserlo. Spaesato, e mi fermo qui, Ewan McGregor. Chi mi legge sa che non ho una grande predisposizione per questo attore, ma qui il piacere c’entra poco: è impalpabile.
Non so se considerare La fine di Oak Street un’occasione persa. L’idea non mi sembrava cosi originale e/o buona per pensarla cosi, ma sicuramente lo sviluppo non meritava tanta leggerezza e confusione . C’è una scarsezza in ogni campo a partire proprio dalla sceneggiatura mai minimamente emotiva e/o coinvolgente. Anche la parte puramente grafica non è che ti rubi l’occhio, non è pessima ma nemmeno cosi entusiasmante come evidentemente meriterebbe visti i mezzi e l’intenzione. Anche la regia, e torniamo indietro facendo alla fine un grande cerchio, è completamente priva di quizzi, di spunti adrenalinici o peggio ancora, di tagli interessanti o che ti danno un qualche stupore o voglia di aprire la mente.
Insomma, chiudendo, è un prodotto scialbo, inconcludente e senza un’anima e/o un cuore. Uno di quei film che non consiglieresti (e non sono molti quelli che non faccio, anche quello veramente sbagliati) e che sai già che non rivedrai mai più.
Jonhdoe1978























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