
Nel 1987 Sean Penn visse uno dei periodi più turbolenti della sua vita.
Dopo una condanna legata a un’aggressione avvenuta sul set di Colors – Colori di guerra di Dennis Hopper e a un episodio di guida spericolata, trascorse alcune settimane in carcere. Quella parentesi, però, finì per incrociare una delle figure più inquietanti della cronaca americana.
Nella stessa struttura era detenuto Richard Ramirez, il famigerato “Night Stalker”, responsabile di una serie di omicidi, violenze e rapine che avevano terrorizzato la California a metà degli anni ‘80.
Ramirez, che conosceva e apprezzava il lavoro dell’attore, gli fece arrivare una richiesta decisamente insolita: voleva il suo autografo.
Penn non si limitò a ignorarlo. Scelse invece di rispondere personalmente, ma senza concedergli alcuna firma. Sul foglio lasciò poche parole, durissime, con cui fece capire chiaramente tutto il disprezzo che provava per lui e per i crimini da lui commessi, augurandogli infine di finire nella camera a gas.
L’episodio è rimasto negli anni come uno degli aneddoti più singolari legati alla detenzione dell’attore: un incontro mai davvero avvenuto, ma sufficiente a trasformare una semplice richiesta d’autografo in un rifiuto diventato leggendario.























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