
Nome: Francis David “Frank” Castle Sr
Segni Particolari: veste di nero
Attività: Vigilante
Periodo di attività: tra un ingiustizia e l’altra
Ci sono uomini che perdono tutto e cercano un modo per ricominciare. E poi ci sono uomini ai quali viene tolto tutto, compresa la possibilità di immaginare un futuro. Frank Castle appartiene alla seconda categoria.
L’interpretazione di Jon Bernthal (perché la mia scelta ricade su di lui) ha qualcosa di profondamente diverso da quella di qualsiasi altro antieroe. Frank non è un uomo che combatte per trovare giustizia. È un uomo che ha smesso di credere che la giustizia possa esistere, e ha deciso di sostituirla con qualcosa di molto più semplice: la vendetta.
Quando lo incontriamo in Daredevil (la serie Netflix) Frank è già un uomo morto. Il suo corpo continua a respirare, ma tutto ciò che lo rendeva umano è rimasto sepolto insieme alla sua famiglia. La guerra gli ha insegnato a sopravvivere, ma la perdita di moglie e figli gli ha tolto qualsiasi ragione per farlo. Bernthal non interpreta Frank come una macchina assassina. Lo interpreta come un uomo che cerca continuamente di non crollare. Lo vedi nei suoi silenzi, nella mascella serrata, negli occhi che sembrano incapaci di riposare. Ogni esplosione di violenza è preceduta da qualcosa che fa ancora più male: il tentativo disperato di trattenersi.
Perchè Frank sa cosa sta facendo. Sa che uccidere non gli restituirà nessuno. Sa che ogni criminale eliminato non cancellerà il ricordo di quella mattina in cui la sua vita è finita. Eppure continua, perchè fermarsi significherebbe rimanere solo con il dolore.
La serie televisiva gli concede il tempo necessario per mostrare questa contraddizione. Attraverso Karen (impiegata dello studio di Matt Murdock) Frank intravede la possibilità di essere compreso senza essere assolto. Attraverso Curtis (ex compagno di guerra di Frank) scopre che esistono uomini capaci di portare le cicatrici della guerra senza trasformarle in una condanna per gli altri. Ma Frank non riesce a immaginarsi una vita al di fuori della propria missione. Ogni volta che prova ad avvicinarsi a qualcosa di simile alla normalità, finisce per distruggerla o per allontanarsene.
È questo il suo dramma: non è incapace di amare. È convinto di non avere più il diritto di farlo. E quando Jon Bernthal torna a indossare il teschio, la sua violenza non sembra mai una celebrazione della forza. È il linguaggio di un uomo che non ha più parole per raccontare quello che gli è successo. Un uomo che sa proteggere gli altri, ma non riesce a immaginare qualcuno capace di salvare lui. Frank Castle non cerca la redenzione perchè, in fondo, non crede di meritarla. Continua a combattere perchè è la sola cosa che gli è rimasta. E forse la tragedia più grande del Punitore è proprio questa: ha imparato a sopravvivere a tutto, tranne che alla vita.
Mklane
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