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Mad Max oltre la sfera del tuono (1985) di Jonhdoe1978

⭐2 Febbraio 2026 ⭐ Contrassegnato con: Mad Max oltre la sfera del tuono, Mad Max oltre la sfera del tuono Recensione, Recensione Mad Max oltre la sfera del tuono

Mad Max oltre la sfera del tuono

Quando perdi il compagno con cui per anni hai condiviso lavoro e passione, la prospettiva ti cambia e per certi versi anche la motivazione. George Miller stava predisponendo con il suo amico e produttore Byron Kennedy proprio il terzo capitolo della saga Mad Max, quando quest’ultimo rimase uccise in un incidente in elicottero. Il progetto cosi vacilla, poi alla fine Miller trova la forza e anche grazie a George Ogilvie, co-regista, decide di continuare.

Cappello chiuso, non era facile reggere il confronto con Interceptor – Il guerriero della strada e devo che pur non raggiungendo quel livello, Mad Max oltre la sfera del tuono non ha sfigurato. Di certo è, a mio avviso, il più debole di questa trilogia, ma ci sono momenti che meritano attenzione e che per qualche motivo sono rimasti nella storia di genere del cinema.
Andiamo però con ordine.

Le cose che funzionano sono sicuramente l’ambito sociale più sviluppato: ci sono più gruppi, il luogo di riferimento ha una conformazione più grande e una varietà di persone più varia. In più se ne aggiunge un altro con totalmente altre caratteristiche (della cui riuscita parleremo) che aumenta ancora di più questo aspetto.

Il combattimento dentro l’arena. Pensato, bilanciato, non scontato e con una dose sempre presente di veridicità. Sostanzialmente non si ha mai l’impressione di qualcosa di impossibile e proprio questo lo rende una dei momenti, di cui dicevo prima, che nel tempo sono stati ricordati e apprezzati.

La capacità attoriale sempre più sicura di Gibson e la sorpresa Tina Tarner. Gibson è ormai pronto al salto definitivo (da li a un anno farà Arma Letale) e si vede nettamente. Sicuro, deciso, a tratti imponente. Peccato per il doppiaggio che a mio avviso gli toglie un pizzico di profondità rispetto ad esempio al secondo capitolo.

La gestione tra bene, male e ibridi.  Stavolta, a differenza degli altri capitoli, oltre a Max ci sono altri personaggi che navigano tra il giusto e lo sbagliato. Questo grigio avanzato è una novità del progetto e un’evoluzione apprezzabile e funzionale all’immedesimazione e fa di questa saga una copia carbone del nostro mondo.

Passiamo ai punti riusciti a metà. Il primo che mi viene in mente è l’inseguimento pre fine. Ora il problema non è la costruzione di quella scena, di per sé tra il buono e l’ottimo, ma il paragone. Se infatti, mettiamo a confronto questa di scena con quella del secondo capitolo, è evidente come la seconda sia nettamente superiore. E purtroppo questo pensiero ti attanaglia sin da subito, esaltando cosi più del dovuto la differenza tra i due.

La fine. Seppur un pizzico più pensata degli altri due capitoli, anche qui la fretta la fa da padrona. Capisco che a Miller e a Hayes (sempre lui il co-sceneggiatore) i ghirigori non piacciono, ma qualche minuto di calma non serve solo ad ammaliare lo spettatore ma a far assaporare lo scivolo emotivo di tutto quello mostrato.

E infine cosa funziona poco. I bambini sono evidentemente di ispirazione Peter Pan e in certi casi stonano con il contorno narrativo. Ciò che secondo me però salva questo momento e che con Max si gioca tra, appunto, l’eroe volante dei piccoli e una sorta di Gesù pagano e riscritto. Le stigmate del salvatore, infatti, rendono una qualche giustizia al personaggio salvando una costruzione che poteva essere stucchevole e per certi versi poco comprensibile. Per carità, essendo questa nelle intenzioni la conclusione della saga (il tempo ci dirà che poi non è cosi), un senso di speranza e ricostruzione bisognava darla ( e chi meglio dei bambini), ma il modo era veramente fuori contesto e a tratti fuori continuum narrativo.

C’è poi un ultimo punto da commentare e che ho lasciato alla fine perché a mio avviso è il più controverso, o meglio, il più soggettivo. A differenza degli altri due capitoli qui si è puntato molto sulla pluralità sociale, e non mi riferisco a quella puramente di comportamento ma fisica. Ci sono bambini, adulti, nani, persone con ritardo e persone di colore. Io non credo sia un caso, anzi sono convinto che Miller e Co abbiano voluto ricreare la complessità del genere umano in tutte le sue possibilità senza per questo dare dei ruoli ben definiti. The Master, tanto per fare un esempio, che sarebbe il nano, parte come despota e cattivo per finire come altruista e salvatore, mostrando come il ruolo dipende da molti fattori e non dal proprio aspetto. Il messaggio mi pare chiaro: tutti siamo tutto e tutti, la distinzione è di approccio e sensibilità, non altro.

Mad Max oltre la sfera del tuono non ebbe la stessa fortuna al botteghino dei primi due e anche la critica risultò divisa. C’è chi lo ha considerato come un netto passo indietro e chi, invece, ne ha apprezzato lo stile. Se faccio il sunto di quanto detto, personalmente credo che sia un ottimo prodotto soprattutto se pensiamo che è il terzo. I sequel non sono mai facili e riuscire a tenere botta è sempre un gran risultato. Opinione che aumenta ancora di più se consideriamo che questo non è solo il sequel di Interceptor, ma quello di Intercpetor – Il guerriero della strada, uno dei migliori film di genere mai realizzati. Certo, non sapremo mai se con Kennedy al timone qualcosa sarebbe cambiata, ma credo che sia rimasto comunque contento del risultato e che quella dedica a suo nome fatta prima dei titoli finali, ovunque egli sia, gli abbiano estorto un bel ghigno di approvazione.

Jonhdoe1978

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Mad Max oltre la sfera del tuono

Mad Max oltre la sfera del tuono
6.9

Valutazione Complessiva

6.9/10

SCHEDA

  • Regia: George Miller, George Ogilvie
  • Anno: 1985
  • Durata: 107'
  • Genere: Azione/Fantascienza

Interazioni del lettore

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