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Il Trono di Spade (2011-2019) di Jonhdoe1978

⭐21 Giugno 2023 ⭐ Contrassegnato con: Il Trono di Spade, Il Trono di Spade Recensione, Recensione Il Trono di Spade

Il Trono di Spade Interna

Non sono stato tra quelli che ha seguito Il Trono di Spade dall’inizio e neanche tra chi si è ravveduto dopo due o tre stagioni. L’ho visto ora, tutto d’un fiato, a quattro anni dalla sua conclusione. Questo certo, mi ha permesso di avere una continuità narrativa evidente, facendomi però perdere quell’adrenalina e delusione che ogni volta si ha quando finisce una stagione e si è consapevoli che ci vorranno mesi prima che il discorso riprenda.

Sull’onda di questa premessa, non posso che invertire i fattori di discussione, partendo dalla fine. Anche per chi, come me, ha cercato di starne lontano, l’intenzione era ovviamente prima o poi di iniziare il viaggio, le voci sulla poca efficacia dell’ultima puntata (per esempio è girato per molto un meme che indicava la profonda differenza tra Dark e appunto Il Trono di spade) mi sono evidentemente giunte. A distanza di anni, ora posso capire come si intendeva anche se sostanzialmente credo che il problema della serie sia partito da un po’ più lontano delle ultime ore e riguardi la mancanza di coraggio, o meglio, lo stesso coraggio, come mai altra serie aveva avuto, mostrato nella stagione due, tre, quattro e cinque. I colpi di scena “incredibili” mostrati nei momenti indicati, sono piano piano scemati, quasi che registi e sceneggiatori abbiamo voluto non forzare troppo la mano con i propri spettatori, credendo di perderli. E invece, quello che aveva differenziato GOT (questa l’abbreviazione del titolo originale) da tutto il resto era proprio il fregarsene, il far morire un personaggio chiave puntando sulle proprie idee e su quello a cui voleva arrivare. La fine, invece, al di là del messaggio (che a mio avviso ci sta e su cui torneremo), da proprio l’impressione di aver smarrito quel quid per arrendersi al più comune compromesso e quindi alla “normalità”.

Detto questo e prima di addentrarci sul discorso messaggio/narrazione/esposizione, mi preme evidenziare un altro fattore. Non credo che oggi sarebbe stato tanto facile per questa serie superare il taglio della prima stagione. Quest’ultima è indubbiamente una delle più deboli e non tanto per i contenuti, ne ha di maggiori per esempio della settima, ma perché non aveva alle spalle il discorso complessivo che l’ultima citata invece aveva. Il fatto meraviglioso, oggi purtroppo difficilmente ripercorribile (pensiamo che solo dopo l’uscita è stata confermata la seconda stagione di quel capolavoro di The Last of Us), è che essa aveva un percorso da fare e non gli interessava partire in quarta giocandosi tutte le proprie carte. Aveva garanzie di continuità e cosi le prime puntate dovevano solo mettere le armate in campo e trovare lustro e profondità solamente dopo. Ecco questa possibilità raramente ora è concesso ed è un peccato. Chissà quante perle avremmo perso se questo modo bieco di fare programmazione ci fosse stato anche all’epoca.

Arriviamo ora alla parte unica di questa serie: la narrazione, la coralità e l’intensità (il messaggio è più personale e merita un blocco a parte). La stratificazione dei personaggi, il loro essere messi nel posto giusto al momento giusto e il bilanciamento di ogni segmento di sottostoria, sono tutti elementi che nessun’altra serie ha gestito nello stesso meraviglioso modo. Quel senso di anelli concentrici che si allargavano e restringevano, nonostante la storia andasse ovviamente avanti, è stato di scrittura superiore e questo non solo per semplice elaborazione ma proprio come percezione di importanza e, come detto, intensità. Certo, ognuno avrà avuto il suo filone preferito (impossibile aver avuto la stessa predilezione su tutti), e non per forza per personaggi (personalmente la prima parte di Arya Stark non mi ha coinvolto e la seconda da morire), ma questo non esclude l’oggettiva bontà di tutta la ragnatela. Tale considerazione nasce soprattutto dall’indubbia capacità che gli autori hanno avuto nella gestione emotiva di tutti i personaggi. La loro evoluzione/cambiamento, infatti, non è stata mai non conforme al mutamento della storia e degli eventi, permettendo cosi sia agli uni che agli altri di contestualizzarsi sempre, trovando cosi una bellissima, e aggiungerei indispensabile, armonia. In pratica, semplificando, le caratteristiche del singolo protagonista, anche le più estreme, non sono mai state al di sopra del filo narrativo ma anzi, lo hanno rafforzato.

A conferma che dalla stagione sei qualcosa è cambiato, è impossibile non notare proprio da quel momento un cambio di rotta del rapporto storico/fantasy. Se fino ad allora, se si escludono i tre draghi, qualche magia e un pugno di “estranei”, la bilancia pendeva nettamente dalla parte umano/narrativa, da quel punto le cose si sono completamente invertite. Ora, pur ammettendo la bontà di molti di questi momenti, non posso non ammettere che si sia stato esagerato. L’umanità (intesa proprio come concentrazione sulle vicende umane) è stata eccessivamente abbandonata, non consentendo, sempre a mio avviso, di raggiungere l’epicità evidentemente cercata. Ovviamente non mi riferisco alla battaglia finale, meravigliosa, ma ad alcuni passaggi intermedi che avrebbero potuto benissimo essere sostituiti da momenti più “terreni”. Senza trascurare poi, che il pubblico che ama le vicende storico/intrecci di potere, che poi è quello che ha iniziato a seguire questa serie, potrebbe benissimo non amare la fantasia e quindi, come poi successo, rimanere deluso. A me piacciono entrambi, ma capisco la situazione di chi non la vede allo stesso modo.

Quando si parla di grandi serie, i titoli (poi ovviamente ognuno ha le proprie aggiunte) sono quasi sempre gli stessi: Breaking Bad, The Wire, The Shield, I Soprano, Mad Man e appunto, Il Trono di Spade. Questa lista mi ha accompagnato per anni e ogni volta che finivo una di queste serie (un po’ meno Mad Man) mi dicevo sempre: “Avevano ragione”. Stavolta non posso dirlo e anzi posso tranquillamente ammettere che questa non rientra lontanamente nella mia Hall of Fame. Tanto per fare un nome, complessivamente (quindi incipit, sviluppo e FINE) credo che il primo Dexter sia superiore. Purtroppo, nonostante il messaggio ci sia (e finalmente ci arriviamo), esso è debole, debolissimo. Che Arya Stark prenda il vascello di famiglia per cercare altri mondi…non travolge. Che John Snow (che è il legittimo successore non frega più a nessuno) torni dai Bruti…non sconvolge l’anima. E soprattutto che dopo tutto questo casino alla fine nel consiglio, nonostante una bontà d’animo per il momento diversa, ci si ritrovi con gli stessi problemi sociali di otto stagioni fa…non può non deludere. In particolare dopo l’epilogo (purtroppo prevedibile, altro elemento che le stagioni due, tre, quattro e cinque non avevano) dell’uccisione della regina Daenerys (lasciamo stare la follia di dare al drago coscienza e giudizio) e il senso morale forte tra amore e giustizia che si era voluto esaltare.

Mi sono chiesto, e qui concludo, come sarebbe stato fare una chiaccherata alla fine di ogni stagione e se il mio giudizio sarebbe stato diverso. La risposta è: si. Il motivo è che non facevo in tempo a digerire quello appena visto che mi immergevo subito nella situazione successiva, ammorbidendone cosi l’impeto. E’ ovvio che questo discorso vale perché la parabola è stata discendente, al contrario l’effetto sarebbe stato esattamente l’opposto. Il voto finale, che poi è la sintesi di ogni discorso (anche se esistono ad esempio, 6 e 6), non può non essere che la media al ribasso tra alcuni picchi da quasi 10 a momenti assolutamente insufficienti e pretensioni. Quello che segue è appunto il compromesso del mio pensiero, che non è riuscito a scendere di più, sarebbe stato troppo, ma neanche a salire, considerando la consuetudine all’eccesso nella valutazione delle serie rispetto ai film, più di tanto. Non posso e non potevo non assecondare la mia emotività, e negli ultimi attimi del Il Trono di spade, essa è stato scossa troppo troppo poco.

Jonhdoe1978

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Il Trono di Spade

Il Trono di Spade
8.1

Valutazione Complessiva

8.1/10

SCHEDA

  • Ideatore: David Benioff, D. B. Weiss
  • Episodi: 73
  • Durata Espisodi: 49'-81'
  • Genere: Drammatico/Fantastico

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