
Nome: Tom “Iceman” Kazansky
Segni Particolari: Ha il ghiaccio nelle vene
Attività: Pilota della marina militare Usa, Top Gun e Ammiraglio.
Periodo di attività: 1986-2022
Il mio giudizio generale sul Val Kilmer attore è abbastanza ondivago. Non l’ho mai considerato uno dei grandi, ma ne ho sempre apprezzato le scelte (non si mai buttato su tutto anche quando era all’apice) e il fatto che abbia sempre esaltato le sue doti più che pavoneggiarne altre che non aveva. E se questo, per lui come per altri attori, mi viene in mente Carl Weathers, vale in generale poi capita che si entra a far parte di alcuni progetti che cambiano le carte in tavola e tutta la percezione cambia. Top Gun e Top Gun: Maverick sono evidentemente due film di un’altra categoria e quindi, per bellezza, fuori concorso dalla maggior parte dei paragoni. Appartengono a quella sfera immaginaria metafisica che ha le stesse sembianze dei sogni e quindi dell’immortalità, cosa che per comparazione, e veniamo a noi, si è, quindi, immensamente meritato anche lui.
Fisico statuario, sguardo imperturbabile, atteggiamento arrogante di chi sa il fatto suo e crede e vuole essere il numero uno. Questo almeno all’inizio ed è quello che serviva al film e alla trama. Piano piano, però, ecco l’umanizzazione, il suo diventare l’antagonista necessario di quel processo di redenzione e rinascita di Maverick e quindi, del senso stesso di tutto il progetto Top Gun. Metamorfosi e idealizzazione completata in Top Gun: Maverick dove l’estensione di quel barlume di amicizia tra lui e Mav si è trasformata in un legame indissolubile. Quel dialogo scritto dal dio del cinema (Un’ultima cosa. Chi è il miglior pilota? Tu o io? È un bel momento, non roviniamolo.) oltre a uccidere il cuore, a mio avviso, ridefinisce tutto il percorso emotivo di Iceman e quindi del nostro modo di viverlo e amarlo. E’ come se in quel momento le domande e/o le considerazioni fatte per 35 anni abbiano trovato la risposta perfetta e quindi la dimensione di quel personaggio tanto antieroe quanto indispensabile.
Non c’è nulla di più potente di un ricordo travolgente. Iceman con Top Gun: Maverick ha aperto questo processo (come tutto il film), ancor prima che Val ci lasciasse. Abbiamo percepito in quell’apparizione tutto il peso del tempo, ma allo stesso modo quella meravigliosa consolazione che si può volare per sempre seppur in altri modi. Ice è stato l’uragano della potenza dell’uomo sulla natura, l’aquila imprendibile di fronte al mare e alle tempeste e poi è stato la nave ammiraglia (sia nel primo che nel secondo film) sulla quale poggiarsi e affidarsi. Se dovessimo fare delle comparazioni, per Maverick e per tutto il franchise (in attesa del terzo film), Goose è stato l’idea, Iceman la raffigurazione di quella stessa idea. Il paragone per quanto azzardato per me regge e lo fa perché il comune denominatore alla fine è stato lo stesso, seppur con altre forme.
Come è evidente, questo pezzo (un po’ come fatto con Dale Cooper per Lynch) è stato il mio modo di salutare Val Kilmer e anche, per far fare a me stesso un piccolo viaggio interiore tra adolescenza, percorso, evoluzione e ricordo. Ricordo che quando fervido e ingombrante diventa immortalità, la stessa, come già detto, che Iceman si è guadagnato tra un impicchiata e un’altra nel cuore e nell’anima dei romantici sognatori senza orizzonti.
Jonhdoe1978
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