
L’ Esercito degli Stati Uniti d’ America è pronto ad abbracciare una nuovissima arma bellica: tecnologicissimi Robot dotati di Laser potentissimi e dalle altissime capacità distruttive.
Durante la presentazione ai finanziatori del progetto, un fulmine colpisce il prototipo “Numero 5” mandandolo in avaria e sviluppando nella macchina una sorta di “coscienza umana”.
Numero 5 evade dai laboratori dove era stato immagazzinato per essere smontato e riparato e si rifugia nel ranch di Stephanie Speck (Ally Sheedy), una giovane ecologa che, superata la paura iniziale alla vista del robot e scoperto che non si tratta di un alieno ma di un prodotto della NOVA Robotics, contatta dapprima l’ azienda per restituirlo e successivamente ci ripensa dopo che lo stesso robot le rivela di essere “vivo”.
Recensire questo film mi riporta a quando ero alto un metro e uno sputo e devo confessare che farlo mi fa sprofondare con la mente a bellissimi ricordi, ma mi lascia addosso un velo di malinconia legato a ciò che determinate pellicole hanno segnato per quelli della mia generazione. Pellicole che ormai (ahinoi) non si producono più.
Corto Circuito è tornato alla memoria di tanti, in un recente passato, per aver ispirato la Pixar nella creazione del protagonista del film di animazione Wall-e, ma sono del parere che abbia spunto alla realizzazione di tante altre pellicole…magari con riferimenti molto meno palesi.
Ciò che secondo me rende straordinario questo film è che guardandolo (magari per chi non lo ha fatto negli anni ’80 un po’ meno) non si può fare a meno di convincersi che Numero 5 sia effettivamente vivo e ci si lascia convincere talmente tanto di questa cosa (per quanto inverosimile) che si arriva a pensare che realmente il protagonista possa morire definitivamente una volta “smontato”.
In tutto questo un grande merito va sicuramente alle ottime interpretazioni degli attori hanno dato ai personaggi che interagiscono con il robot, fra cui spicca Steve Guttenberg (icona degli anni ’80 che nel film interpreta il Dr. Newton Crosby), ma di certo l’ intuizione del regista John Bradham di andare al risparmio (praticamente su tutto) per poter investire buona parte del budget della produzione nella riproduzione di diversi modelli del robot. Ad animarlo sul Set in tempo reale erano tre tecnici specializzati: uno armato di una Telemetry Suite, uno scheletro di metallo che si indossa sulla parte superiore del corpo e collegato attraverso diversi sensori alla testa, e alle braccia del robot; gli altri due, muovendosi come quasi una persona sola, manovravano due pannelli di controllo collegati agli occhi e alle sopracciglia (espressivissime) e ai cingoli. Lo stesso Bradham, per rendere ancora più veritiere le interazioni fra gli attori ed il robot, decise di farlo doppiare in presa diretta durante le riprese delle scene, rendendolo assolutamente realistico in tutto e per tutto.
E’ un vero peccato che film, anzi…piccoli capolavori come questo non vengano più trasmessi in TV. C’ è davvero tanto in questa pellicola da raccontare. Attraverso l’ ingenua comicità cucita addosso a Numero 5, si intravedono riferimenti a numerosi colossi cinematografici (Terminator, Star Wars, E.T., etc.) e/o letterari (Frankenstein di Mary Shelley, Pinocchio di Carlo Collodi e quasi tutti gli scritti di Isaac Asimov) che lo hanno preceduto e che anche se in maniera velata, provano a ridicolizzare alcuni aspetti delle intoccabili istituzioni americane facendole passare come macchiettisti che e disorganizzate (vedere come Numero 5 si prende gioco dei suoi simili e dell’ intero esercito prendendo “Input” da film sulla mafia italo-americana e dei Fratelli Marx).
Un pezzo di cuore insomma…che si va ad aggiungere al sequel (Corto Circuito 2) fra le pietre miliari dei film per ragazzi della mia generazione, assetata come Numero 5 a vivere nella continua ricerca di Input (perché sprovvista di “intelligenza esterna a portata di mano”) ed è quindi soprattutto a loro che lascio un paio di curiosi Input sul film:
– Uno dei bracci meccanici utilizzati per le riprese del film di Numero 5, è apparso in un episodio della serie Star Trek Voyager, più precisamente nell’ episodio N° 13 della Seconda Stagione;
– Nella scena in cui si vede ballare Numero 5 con Stephanie, la canzone in sottofondo è “More then a woman” dei Bee Gees. Questa canzone non fu scelta a caso, infatti è tratta dal film La febbre del Sabato sera, successo di incassi proprio del regista John Badham.
Alessandrocon2esse























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