
Più di una volta, in sede di promozione, una nuova serie viene definita evento, imperdibile o la più acclamata di sempre.
Poi accade che per una volta sia realmente cosi.
Tutto ruota intorno alla catastrofe della centrale nucleare di Chernobyl avvenuta nel 1986, analizzandone le cause e tutte le ripercussioni mondiali che tale evento ha comportato.
Non credo sia mai facile affrontare in un film o nel caso specifico, in una serie un avvenimento così importante, si rischia di sminuirlo, ingigantirlo o romanzarlo troppo, magari inventando vicende o personaggi per arricchire la storia o accentuarne la sua drammaticità.
Tutto questo in Chernobyl non avviene. E’ girata in maniera direi quasi magistrale, ogni scena non è lasciata mai al caso risultando sempre funzionale a quella successiva o allo specifico filone narrativo che si sta seguendo. I flashback sono inseriti con i tempi giusti e non fanno perdere mai il filo del discorso ma semmai, lo arricchiscono.
La portata del disastro è assolutamente percepibile in un crescendo emotivo e di coinvolgimento costanti in tutta la sua crudezza. Quel senso di impotenza e rabbia si mischia spesso alla triste accettazione di un qualcosa di evitabile con un prezzo da pagare equamente diviso tra responsabili e innocenti.
I rumori di accompagnamento sono perfetti, per quanto inquietanti, ti trasportano proprio all’interno del momento, creando la giusta suspance e accentuando quella predisposizione emotiva dovuta all’argomento e alla potenza delle immagini.
La fotografia, appunto, è incredibile.
Le inquadrature sono sempre realistiche, d’impatto, infatti, capisci subito se ti trovi nelle vicinanze della centrale, nei pressi di essa o proprio in altre città. Ogni semplice e unico fotogramma riesce a trasmettere la pesantezza e la diversità di densità dell’aria quale discriminante del momento o dell’attesa dello stesso.
Anche l’interpretazione è di altissimo livello. Ognuno è giusto per il suo ruolo, nessuno sopra o sotto le righe e questo, a mio avviso, per merito sia dello sceneggiatore che del regista. Se hai un’identità precisa e un taglio definito, gli attori lo percepiscono e si muovono in quegli spazi che a quel punto ritengono naturali. Menzione particolare al protagonista, Jared Harris, attento, posato, struggente e commovente in ogni istante.
Ho letto da molte parti che la Russia si sia risentita di questa serie, personalmente non ne trovo il motivo. L’argomento è stato trattato in modo pesante, ma perchè pesante è stato l’accaduto, non si poteva affrontarlo a cuor leggero sminuendo quello che realmente è stato. I dati e le statistiche riportate negli anni sono elementi veri e facilmente reperibili e che confermano l’enormità della vicenda alla quale appunto, non si poteva sfuggire se non sfigurando la realtà.
Personalmente ritengo Chernobyl una delle migliori produzioni degli ultimi anni, sia per il genere sia in generale, e consiglio a chiunque di vederla, a patto di aver un minimo di pelo sullo stomaco.
Jonhdoe1978























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