TITOLI DI TESTA: il seguito del film dove dentro un palazzo c’erano dei terroristi tenuti in ostaggio da un pazzo in canotta.
TRAMA: è Natale e siamo tutti più buoni, più calmi e rilassati. Saranno i regali, saranno gli zuccheri del panpepato di nonna, sarà che non vediamo l’ora che torni nostra moglie. È proprio quello che spera il tenente John McClane che da un anno non fa all’amore con la moglie e la aspetta con un mazzo di fiori e un pacco di Durex all’aeroporto di Ciampino. Dopo l’ennesima stecca di Marlboro rosse e con un erezione che gli ha fatto conferire il porto d’armi, il ragazzo è nervosetto, così per ammazzare il tempo spara a due tipi con le Birkenstock bianche.
Tranquilli, è un agente di polizia dei film americani quindi può farlo ma uno muore prima che il proiettile lo colpisca mentre l’altro riesce a rifugiarsi in una chiesa dove lo aspettano i suoi compagni: sono degli ex controllori di volo che vogliono impadronirsi dello scalo, e quindi, di tutta la robe dei duty free, confezione famiglia di Acqua di Gio compresa.
Ma non possono fare tutto da soli poiché in attesa del volo Washington – Ciampino + 58 minuti di scalo ad Abbiate Grasso, dove c’è il loro leader Maurizio Landini. Nel frattempo mettono a soqquadro l’aeroporto: levano la carta igienica dai cessi, compilano le parole crociate, aumentano i prezzi dell’acqua in bottiglia e disattivano la torre di controllo così gli aerei delle compagnie low cost non sapranno dove atterrare, mica come quello di Landini che viaggia in Fly Emirates!
John capisce subito che il pericolo non è dietro l’angolo ma in cielo, così scende in pista e inizia a ballare (malissimo) per convincere gli aerei ad atterrare a Fiumicino, almeno quello dove viaggia la moglie…ma nulla perchè accecato dai passi da novello John Travolta un pilota preferisce schiantarsi con tutti i passeggeri pur di non vedere quello schifo.
Così John non si perde d’animo e capisce che l’unica cosa da fare è sparare. Manco il tempo di tirar fuori la pistola che arriva l’esercito “Tranquillo qui ci pensiamo noi, circolare, circolare” ma John sa che fine ha fatto tranquillo, tant’è che scopre la magagna: l’esercito, capitanato dal vigilante di Sorvegliato Speciale, è complice dei controllori di volo, perchè gli hanno promesso due pacchi di Marlboro Rosse a testa.
Gli aerei in quota stanno finendo la pazienza oltre che il carburante e come un Jack Bauer d’annata, John pensa di avere ancora 24 ore ma il film si chiama 58 minuti per morire e deve sbrigarsi. Finalmente l’aereo del leader è atterrato e gli ex controllori di volo possono prendere un Boeing 747 che li condurrà a Predappio…ma non tutte le storie hanno un lieto fine, soprattutto se c’è di mezzo John McClane.
Noleggia un elicottero, sale sull’ala del 747, ingaggia un combattimento con un hostess che sembra un uomo facendogli fare una finaccia, apre un bocchettone di rifornimento sull’ala e una volta a terra, con tutta la calma del mondo, pensa alla sigla di Mare Fuori e “appiccia n’ata sigaretta” buttandola sulla scia del carburante e boom…un’esplosione che illumina tutta Ciampino, così tutti gli aerei atterrano in un attimo (ai titoli di coda mancavano 2 minuti, hanno dovuto accelerare) e John finalmente riabbraccia la mogli, desideroso di farle vedere quant’è “gonfio d’amore”.
TITOLI DI CODA: Rispetto a quella pietra emiliana del primo, qui siamo scesi di livello, un calo di pressione in cabina. Orfano di Hans Gruber, John da il meglio di se come può, perchè al peggio ci pensano regista e sceneggiatori. Una pellicola che non aggiunge nulla alla saga del nostro poliziotto in canotta, ma transizione necessaria per quello che sarà il successivo e miglior capitolo della saga.
EXTRA: Una volta Chuck Norris ci ha messo 58 minuti per morire…poi è risorto.
Mklane
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