
TITOLI DI TESTA: Uno Stallone in gabbia
TRAMA: Questa è la storia de Stallone in galera, che come entra te crea na bufera. È il 1989 e dopo i ruoli impegnati di Rambo, Rocky, Cobra e l’appassionato di braccio di ferro, per Sly è tempo di fermarsi a riflettere sulla sua carriera: “Basta co sti ruoli drammatici, voglio fà na commedia romantica”. Ed ecco che si ritrova a fa n’ex meccanico de auto (dal nome esotico: Frank Leone) che finisce ar gabbio perché aveva aiutato n’amico a montà un volante co la pelliccia (in America certe cose so illegali).
Così Sly te finisce in un carcere di minima sicurezza (da qui il detto casa e galera) gestito da Baffetto, un Donald Sutherland incazzato perché lui de ruoili action manco l’ombra. Un giorno, sarà stato un venerdì di giovedì pomeriggio, a Sly je dicono che l’amico stà a morì in ospedale (sta cosa del volante l’ha segnato) e prega il direttore pe faje na visita.
Je rifà pure la scena di Rambo dove piagne pe intenerillo ma niente, nun ce riesce. Così Baffetto te sbrocca e decide de portasselo in un altro carcere, uno di quelli cazzuti dove le saponette non le usano pe lavasse, ma soprattutto dove le guardie insieme a na gang de laziali capitanati da Mascella, allieteranno la villeggiatura di Sly con i loro servizi.
Per fortuna che Sly si fa degli amichetti: Dallas uno che pensa sempre alla fuga (e non alla più nota…), Eclisse un uomo grosso parecchio abbronzato e Prima Base che non è na battuta ma proprio er nome. I giorni passano, i bimbi crescono e i coglioni rompono le palle a Sly, tant’è che j’arriva Mascella che je fà: “Qui la legge sono io, damme la collana”. Sarà che Sly non ama la violenza così se fà picchià e je molla la collana trovata nell’uovo de Pasqua dalla ragazza Adriana.
E a proposito de uova, sono quelle che se rompono tutte le volte al capo delle guardie che nun je la fa più: “Se non fai il bravo bambino il direttore te mannà all’ergastolo”. Così dopo queste amorevoli parole, e dopo che ammazzano Prima Base, Sly decide di porgere l’altra guancia a Mascella con tanto di bilanciere, fino a quando null’accoltellano e tanti saluti.
Ma mica è finita qua! Te pare che more Sly? Infatti se risveglia tra le dolci parole di un detenuto “Stasera vado a fa na visitina ad Adriana…” e pe evità il fattaccio tenta il fugone co Dallas, che in combutta co Baffetto je fa no scherzo pe incastrallo…ma Dallas è buono tarmente tanto che s’ammazza co la promessa de fa parte di uno dei prossimi film di Sly.
Come disse un detto abruzzese “Nun poi tenè un leone in gabbia” e a Sly je sale il Rambo che è in lui e mette Baffetto su una sedia elettrica, che piagne tarmente tanto fino a dire: “Quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiar…” ma nun lo fanno finì e il capo delle guardie lo arresta. Sarà proprio lui che rilascerà Sly sul finale, dove la liason amorosa avrà fine con uno scambio di batture che manco Via col Vento. “Sa cosa mi mancherà di lei, capitano?” “Cosa?” “Il suo sorriso smagliante”.
TITOLI DI CODA: Un film sull’amore per il carcere, dove solo una relazione speciale riesce a salvare un film che sembra tanto “Un uomo innocente” con Tom Selleck…anche se questo è uscito qualche mese dopo.
EXTRA: Io al gabbio ce so annato solo na volta…a portà le arance.
Mklane
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