
Nome: Tony Stark
Segni Particolari: Lui è Iron Man
Attività: Salvare l’universo
Periodo di attività: 2008-2019
La cosa più giusta da fare quando si racconta di qualcosa o qualcuno è partire dall’inizio così da dare un senso logico e temporale agli avvenimenti e alle motivazioni. Ma a Tony Stark questo modo di procedere non sarebbe piaciuto e parlando, appunto, di lui ritengo giusto cambiare l’ordine delle cose.
Io sono Iron Man.
Una frase che è diventata quasi come un amuleto contro le paure quale simbolo estremo di sacrificio e rinascita. Poche parole nelle quali ritrovarsi e dove riscoprire in un attimo, la sintesi del senso intrinseco della vita e dell’uomo in genere. Già perché Tony ha stravolto completamente la percezione del supereroe rendendola qualcosa di più vicino, intimo e raggiungibile. In lui si riflettono tutte le nostre debolezze e le nostre virtù in un concentrato di errori e di successi tipici della vita di ognuno. La sua bellissima imperfezione insieme alla sua genialità, è l’origine del suo essere diventato un mito a portata di mano, l’eroe con cui non è necessario abbassare gli occhi per non sentirsi in difficoltà o fuori posto. La persona nella quale metaforicamente trasformarsi senza il timore di essere inadeguato o miseramente grottesco.
Ma tutto questa alchimia non sarebbe stata possibile senza Robert Downey jr., la persona che ha reso reale e concreta ogni intenzione. E’ riuscito a trasmettere in maniere travolgente tutte le debolezze, i pregi e soprattutto quel senso continuo di morte e rinascita su cui si erge, da un certo punto in poi, la vita di Stark. Una vita al limite, un continuo andare a capofitto contro le onde, assecondando l’istinto e l’irrazionalità di chi ha avuto una seconda possibilità per cambiare priorità e motivazioni. Una percezione nuova e diversa della realtà e soprattutto, dell’uso del suo genio sia a livello materiale che emotivo. Il conseguenziale abbandono verso Pepper ha qualcosa di empaticamente emozionate, un delicato e lento avvicinamento fatto di piccoli gesti e tanti sguardi. La sua arroganza e spocchiosità si annulla diventando impaccio e imbarazzo, ogni volta che se la trova davanti in una splendida e luminosa contraddizione, evidenziando per l’ennesima volta, come i sentimenti scoperchiano ogni sicurezza rendendoci indifesi e insicuri.
La fine è parte del viaggio.
Per quanto tale definizione può essere veritiera il problema è che nessuno era veramente pronto all’epilogo nonostante l’evidente considerazione che solo lui avrebbe potuto salvarci. E questo per quel suo meraviglioso superpotere chiamato umanità e altruismo che ha fatto si di essere amato 3000 non solo dalla piccola che teneramente glielo sussurra. Un rapporto simbiotico tra personaggio e spettatore che, chi dice il contrario mente, ha portato almeno una volta ognuno di noi ad alzare la mano con il dorso verso il proprio dirimpettaio urlando Io sono Iron Man, accompagnati da quella mancanza improvvisa tipica di chi ha appeno perso un amico travestito da eroe.
Jonhdoe1978
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