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Iron Man (2008) di Jonhdoe1978

⭐3 Marzo 2021 ⭐ Contrassegnato con: Iron Man, Recensione Iron Man

Iron man Interna

Parliamoci chiaro, tutti nella vita abbiamo pensato, almeno per una volta, di essere o poter diventare un supereroe e questo per quella voglia incondizionata di poter aggiustare le cose che istintivamente sentiamo ingiuste e inique.

Tony Stark (Robert Downey Jr) è un giovane e geniale fisico a capo della Stark Industries, società fondata dal padre e che ha come core business la realizzazione e la produzione di armi all’avanguardia, finalizzata, almeno nelle intenzioni, per il mantenimento della pace del mondo. Recatosi in Afghanistan, per la presentazione nelle basi americane del territorio di Jericho, nuovo missile intelligente, viene rapito dalla popolazione estremista del luogo allo scopo di ricostruire per loro tale arma. Ferito quasi a morte dalle numerose schegge di una bomba, si risveglia con un cuore artificiale che ne cambiano prospettive e intenzioni.

Il successo di un supereroe dipende, in linea generale, da quanto esso riesce a entrare nell’immaginario collettivo di chi lo guarda stuzzicandone istintivamente, l’emulazione sia di comportamento che di fine. Questo risultato simbiotico tra spettatore e personaggio si sdoppia nel caso, peraltro molto comune, in cui dietro all’eroe ci sia una persona, quasi a simboleggiare la profonda differenza che potrebbe esserci tra uno e l’altra. Ed è invece qui, nella perfetta coincidenza tra uomo e maschera, che Iron Man, nato dalla geniale mente di Stan Lee, ha trovato la sua definizione come uno dei supereroi più amati e imitati.

L’immediata empatia che si è creata tra pubblico e Tony Stark nasce dal suo essere fuori da tutti gli schemi predefiniti del salvatore senza macchia collocandosi in una dimensione più umana e per questo naturalmente più vicina. La sua arroganza, sicurezza e presunzione, insieme, alla voglia di fare festa, lo pone infatti, contemporaneamente, sia su un piedistallo conosciuto e vicino che su un livello più idealizzato e sfuggente. E’ ovvio però, che questo da solo non sarebbe bastato, essendo comunque necessario ritrovare nelle sue gesta il senso di giustizia assoluto, l’equilibrio della vita basato sul rispetto e la profondità dei sentimenti. In questo senso il film non è altro che un grande percorso emotivo del protagonista riguardante la ricerca di una nuova definizione sia del proprio io che delle prospettive di vita, legate, ovviamente, al suo essere eroe e per quale fine. E’ come se improvvisamente ferendo il suo cuore, almeno come semplice organo di sostentamento, abbia ritrovato e riscoperto il fulcro vitale della felicità, abbattuto quel muro di menefreghismo che lo contraddistingueva e che lo aveva portato a essere una specie di gallina dalle uova d’oro facile da manipolare. In un sol istante, nella grotta, appeso a un filo, non solo ha ridefinito le proprie emozioni ma ha costruito una corazza con la quale liberare se stesso, in una splendida e geniale contraddizione in termini. Il riuscire a mettere al servizio del giusto la genialità che lo ha sempre reso unico senza per questo perdere il suo bellissimo modo beffardo di comportarsi. I suoi occhi hanno smesso di avere una rifrazione a senso unico riuscendo, finalmente, ad avere una visuale d’insieme che gli ha permesso di dare un contorno diverso anche alla sua fedele assistente Pepper Potts (Gwyneth Paltrow), quale immagine di una pagina nuova e pulita da scrivere.

Il camaleontico e bravissimo Jon Favreau è autore di una regia accurata, attenta a rispettare sia l’azione pura, necessaria per la storia, che le motivazioni morali che tutto il film vuole approfondire. Il percorso dell’uomo si interseca con quello dell’eroe evidenziando quella perfetta coincidenza di cui si parlava all’inizio. Tony Stark e Iron Man, parlano la stessa lingua, si muovono in maniera identica, l’uno è l’estensione dell’altro e questo non solo nel senso materiale del termine. Con loro si lascia da parte quella parte mistica e spesso percepita lontana del super potere per un’altra più terrena e quindi più facile da comprendere e, soprattutto, sognare. Ma tutto questo sarebbe stato impossibile anche solo da immaginare senza Robert Downey Jr., quale sunto di quella perfetta sovrapposizione che a volte si crea tra attore e personaggio.  Il modo di farcelo vivere, raggiunge per lunghi tratti la perfezione portando, a ben donde, paradossalmente a pensare che nella vita oltre che nel film, lui sia realmente Iron Man.

Ogni mito ha un’origine, un punto zero sul quale muoversi, la pietra su cui iniziare a scolpire la sua immortalità. Questo primo film della saga ha il grande pregio di prendersi tutto il tempo, di farti assaporare il dolce gusto del cambiamento, del come i mezzi non sono per forza lontani dai sentimenti. L’armonia che trasmette è a tratti, imbarazzante, una pienezza narrativa che film del genere raramente hanno raggiunto, una perfetta sinfonia tra giusto e sbagliato e soprattutto, tra motivazione e egoismo. Tony diventa l’eroe e l’antieroe, l’amico e il salvatore irraggiungibile, la sicurezza e l’improvvisato e soprattutto diventa tutti noi, nel momento in cui spodesta il bieco preconcetto del mistero, urlando, come ognuno di noi ha sempre sognato di fare, che lui è l’uomo di ferro…quale citazione anticipata di una lacrima futura.

Jonhdoe1978

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Iron Man

Iron Man
8

Valutazione Complessiva

8.0/10

SCHEDA

  • Regia: Jon Favreau
  • Anno: 2008
  • Durata: 126'
  • Genere: Azione/Fantascienza/Supereroi

Interazioni del lettore

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