
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: Impepata di squalo
TRAMA: in origine ci fu Spielberg e da lì in poi il nulla, non per altro in termini di qualità. La maggior parte dei film dedicati a uno dei predatori più temuti dall’essere umano vive all’ombra del capolavoro del regista statunitense…e pensare che nelle scene in cui incute più timore è stato rappresentato utilizzando un umile pezzo di plastica, di quelli fatti bene s’intende.
Dal 1975 nessuno è riuscito a eguagliare o quantomeno superare quello scoglio cinematografico, così ne abbiamo viste di ogni: gli squali intelligenti di Blu Profondo che facevano a gara a chi aveva il Q.I. più lungo, quelli amanti di Dorothy de Il Mago di Oz che volteggiavano all’interno di tornadi, quelli che preferivano la grattachecca alla tartare, chi aveva 3 teste e una sola pinna posteriore, chi addirittura doveva vedersela con quel cefalo di Lorenzo Lamas o chi preferiva qualcuno senza codina ma con una splendida testa lucida.
Quello che forse mancava, per dirla alla Boris, era “na cazzo de impepata de cozze!” perchè questo è il termine più adatto per descrivere l’ennesima trovata dell’Asylum, o meglio, LO SQUALO + SAW + DIECI PICCOLI INDIANI (letto male) = na merda.
Ed ecco questo 7 Squali in 7 Giorni, dove un riccone con il culo al posto del cervello, porta sulla sua isola 7 sconosciuti che ogni giorno affronteranno 7 tipi di squali, incluso il temibilissimo pesce sega. Purtroppo i malcapitati dovranno affrontare numerose prove senza poter giocare il Jolly perchè non stanno a “Giochi senza Frontiere”. I magnifici 7 poi sono uno peggio dell’altro, roba che vorresti vederli sotto forma di sushi dopo 5 minuti: il piacione, n’ex piaciona, uno che lavora all’Avis, il nipote di quello di The Shield, na rincojonita, una che appena la vedi è mejo grattasse e Mark Caltagirone.
E da qui in poi un crescendo di morti, botte di sonno, effetti speciali sotto forma di Gif e un campionario di assurdità che anche lo squalo martello vorrebbe prendersi a botte da solo. Per fortuna arriva la fine quando il riccone vuole spiegare le motivazioni per cui…no, ho detto una cazzata perchè lo ammazzano e finisce il film.
TITOLI DI COSA: giuro che io altri 3 minuti li avrei lasciati al riccone, anche perchè è pur sempre Patrick Bergin, che va bene pagarsi le bollette così ma ha pur sempre fatto A letto con il nemico, Giochi di Potere e Robin Hood…e invece dato che neanche gli sceneggiatori sapevano il motivo per cui hanno scritto sto film, arrivederci e grazie. Un film con gli squali da temere, nel senso che bisogna starci alla larga o si affoga in una mare di squallore.
EXTRA: nulla da aggiungere…per fortuna.
Mklane























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