
Nome: Nick “Goose” Bradshaw
Segni Particolari: Ama suonare al piano Great Balls of Fire e scattare polaroid in volo (spesso rovesciato)
Attività: Pilota della Marina degli Stati Uniti
Periodo di attività: 1986, 2022
Esistono personaggi che ci rimangono nel cuore per la loro presenza e la loro irruenza visiva e passionale e altri che, invece, ci travolgono, al di la della forma, solo per quello che rappresentano. Goose rientra senza ombra di dubbio in questa seconda categoria e questo per l’essere in qualche modo il grimaldello emotivo che ha reso Top Gun realmente quello che è. Il suo destino (questo è uno di quei casi, insieme ad Apollo Creed contro Drago o a Francesca Johnson davanti alla maniglia della portiera in I ponti di Madison County, in cui a ogni visione fanciullescamente speri sempre che cambi qualcosa) è in qualche modo l’abito sentimentale di tutta la storia, lo swipe up che ci ha mostrato il triplice lato (luminoso, scuro e grigio) della questione. Ma se questo è innegabile, lo è altrettanto che la vera magia ed epicità di Goose è arrivata 36 anni dopo il suo primo decollo e precisamente con l’uscita di quella meraviglia di Top gun – Maverick. Quel “che mi dici Goose” che Mav sistematicamente ripete in quest’ultimo film, infatti, ha trasformato da subito la sua figura in un ponte ideologico/emotivo, come se all’improvviso fosse comparsa una linea convessa dorata fatte di polvere magica che abbia unito il 1986 a 2022 e noi sotto a esserne vulnerabilmente intrisi. In pratica, in pochi attimi ci siamo resi conto di quanto quel personaggio ci fosse entrato nelle ossa e di come l’idea dell’amicizia, del rispetto e del ricordo abbiano inequivocabilmente le sue fattezze.
Passando al personale, tale sensazione mi ha attraversato già nei primi istanti di questo secondo film. Improvvisamente, alla comparsa della sua foto, è’ come se una forza incredibile mi abbia strappato dal presente per portarmi (avete presente quelle luci colorate di quando si viaggia del tempo) indietro a tanti attimi della mia vita che non sempre, però, avevano a che fare nello specifico con i due film. E proprio questo aspetto quasi surreale e traslativo (la sete di emozioni le si trovano nei momenti e nei pensieri più inaspettati) rendono unici certi attimi diventando da semplici ricordi a rugiada su cui attingere nei momenti bui e arrangiati.
La mia, garantisco, non è un’esagerazione o un’iperbole, ma solo la specifica di un modo forse personale di vedere le cose, nel quale metafora, sogno e realtà si intersecano continuamente in punti diversi nonostante la loro corsa folle (sempre quelle luci veloci…). Goose è uno di quegli esempi/personaggi che me le evocano e nel quale forse si nascondono i pesi degli anni che passano e con loro la diversa struttura dei pensieri che ne deriva, insomma quel misto tra nostalgia, ricordo e possibilità che da sempre è la vera clessidra dei nostri sentimenti.
Jonhdoe1978
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