
Nome: Ellis Boyd “Red” Redding
Segni Particolari: amico di Andy Dufresne
Attività: contrabbandiere tra le mura di un carcere
Periodo di attività: tra un ora d’aria e l’altra
Red è uno di quei personaggi che ti restano appiccicati addosso come l’odore del whisky dopo una serata lunga. Non perché fa chissà che, ma perché è tutto quello che non serve dire. Morgan Freeman (nonché la voce della coscienza, la voce narrante, la voce di Dio, la voce del narratore di March of the Penguins) insomma, è sempre lui ma stavolta dietro le sbarre.
Un detenuto che non c’ha più niente da perdere, se non la dignità di chi dentro al carcere ha passato così tanto tempo da conoscerne pure i mattoni per nome. Red è quello che ti spiega come funziona la vita dentro, ma senza farti la morale. Ti dice che “la speranza è una cosa pericolosa”, e te lo dice con quello sguardo da nonno che ne ha viste troppe per credere ancora nelle favole.
È il tipo che dentro Shawshank ha la risposta a tutto, pure quando non la vuoi. Il tizio che ti procura qualunque cosa — sigarette, martelli, manifesti di Rita Hayworth — come se avesse un Amazon Prime personale direttamente dal braccio della morte.
Accanto a lui c’è Andy Dufresne, l’altro pezzo della storia, quello che entra da bancario e esce da leggenda, ma Red è la chiave di tutto. È lui che racconta, lui che capisce, lui che regge l’anima del film mentre Morgan Freeman si limita a respirare con quella calma zen che manco un monaco tibetano. Red è un filosofo per caso, un santo con la fedina penale sporca, uno che parla poco ma quando apre bocca sembra che pure le mura del carcere lo ascoltano.
Il bello è che Morgan Freeman qui non recita: vive. Ogni parola è misurata, ogni pausa pesa più di cento urla.
Quando sorride, è come se per un secondo Shawshank avesse una finestra aperta; quando piange, ti viene voglia di evadere pure tu, non per scappare, ma per respirare un po’ della libertà che si è meritato. Red è l’anima del film, il battito che tiene in piedi una storia fatta di cemento e sogni.
È l’uomo che ha perso tutto, ma che alla fine ritrova se stesso dietro una spiaggia, sotto un cielo che non ha più sbarre. E quando lo senti dire “mi piace pensare che Andy sia lì e mi aspetta”, capisci che sì — forse la speranza è pericolosa, ma cazzo se è bella.
Mklane
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