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Breaking Bad (2008-2013) di Jonhdoe1978

⭐22 Maggio 2024 ⭐ Contrassegnato con: Breaking Bad, Breaking Bad recensione, Recensione Breaking Bad

Breaking Bad Interna

Ho da poco finito di vedere per la seconda volta Breaking Bad. Il motivo per cui mi sono voluto imbarcare di nuovo in questo meraviglioso viaggio risiede molto nella mia necessità periodica di rinforzare il cordone ombelicale con il passato. Ognuno ha il suo modo per esorcizzare il tempo che passa, il mio è questo.
La mia ferma intenzione era comunque di non scriverne, un po’ perché si sarebbe trattato di un lavoro gigantesco (se ci si pensa i discorsi da fare sono praticamente infiniti) e un po’ perché inconsciamente volevo evitare qualsiasi sguardo critico (nel senso buono) e lasciarmi solo trasportare dalle immagini e dalle parole.
Subito dopo l’ultimo fotogramma, però, una domanda mi ha assalito e l’esigenza susseguente che ho avuto è stata di non lasciare quel quesito e la relativa risposta solo nella mia mente, ma di renderle visivamente immortale e di conseguenza condividerla.

Andando subito al sodo e evitando altri giri di parole, nel momento in cui sono partiti i titoli di coda dell’ultima puntata, mentre il mio stomaco si attorcigliava nuovamente, ho istintivamente pensato: Ho vissuto storia e personaggi come la prima volta? E non mi riferivo alla lezione stilistica che questa serie ha dato a tutti segnando definitamente il confine tra telefilm e serie tv, ma di pura percezione emotiva. Essendo stata evidentemente, la mia risposta “assolutamente no” ecco che la mia mente ha cominciato a viaggiare con il risultato che potete leggere da qui in avanti.

Partiamo dalla storia. La prima volta mi ha travolto, attraversato, annichilito e, in alcuni casi scioccato e stremato. Non avevo tempo per le riflessioni, andavo avanti, volevo sapere cosa sarebbe successo e la mia sete era diventata un carro armato senza possibilità di essere fermato. Ora invece, essendo evidentemente a conoscenza di obiettivi e soluzioni mi sono gustato tutti i passaggi, ho assaporato in egual misura preparazione e realizzazione dell’evento e degli eventi. Ho avuto la possibilità di farmi rapire dai particolari e dalla maestria con il quale sono stati mostrati e gestiti e questo devo dirlo senza che l’affanno di vedere la trama scorrere sia stata in qualche modo intaccata o sminuita.

Sulla stessa linea la percezione dei dialoghi. Anni fa li ho subiti e divorati, non facevo in tempo ad assimilarli e digerirli che succedeva qualcosa che ne intensificava il significato facendoci ricominciare da capo tutto il processo mentale. Ora invece, ho gustato parola per parola riuscendo in moti casi, ma credo sia normale, a cogliere sfumature e intenti che evidentemente mi erano sfuggiti o meglio che non avevo incastrato completamente nella ragnatela generale.

In controtendenza, e qui entra in ballo la mia dose di istintività generale, come ho vissuto i personaggi: nella stessa identica maniera. Ho fatto e ho continuato a “tifare” per Walter White e ho fatto e continuato a biasimare, tra tutti, Hank Schrader. Partendo sempre dal presupposto che ci troviamo di fronte a un racconto estremo, in quasi ogni storia mi trovo sempre al fianco dei personaggi “sporchi” e questo perché credo che siano il vero specchio di quello che siamo. Personaggi casti e puri, alla Jon Snow del Il Trono di Spade per intenderci, li trovo fuori contesto o meglio di una fascia che poco rappresenta tutta la complessità degli eventi e delle scelte/occasioni che la vita può darci. Ripeto ovviamente il discorso in questo caso (potrei fare il nome anche di Dexter) deve essere rapportato al senso fiction della questione e quindi alla proporzionalità di quello che ho detto.

La conseguenza dei primi due punti, cosa peraltro già detta, è che a conoscenza avvenuta si notano dei particolari che magari presi dalla foga possono sfuggire. E devo dire che con l’occhio quieto dalla tempesta si capisce ancora di più come Breaking Bad sia effettivamente e realmente la vera enciclopedia del cinema seriale. La maniacalità delle piccole cose, la ricercatezza delle inquadrature, la gestione dei dialoghi e la lungimiranza dell’evoluzione della trama sono assolutamente fuori portata per quasi qualsiasi altra produzione. E se questo era il mio pensiero la prima volta che l’ho visto lo è ancora di più ora a distanza di 11 anni e questo perché avendo fatto altre centinaia di visioni il termine di paragone è aumentato e con quello la realizzazione della completa unicità dell’opera di Vince Gilligan.

Breaking Bad Interna 2

Ovviamente non voglio uscire dai canoni scelti per questo soliloquio (non si può parlare di una vera e propria recensione), ma una qualche considerazione generale mi trovo in dovere di farla.
Sono obbligato, ad esempio, a spendere qualche riga per quella che ritengo una delle puntate più belle (la più bella?) mai realizzate per una serie tv. Mi riferisco a Ozymandias, in Italia Declino, episodio 14 dell’ultima stagione. In quei 47 minuti c’è molto del cuore della serie e della sua inevitabile conclusione. C’è il crollo del Re, lo straripamento di ogni argine, la metaforica e concreta fine del “sistemo tutto” che ha accompagnato Walter sin dalla prima puntata. I primi minuti ti portano in un tempo che fu per poi farti precipitare in un inferno tanto concreto quanto metaforico. Questa puntata è infatti, piena di simbologia per prima la morte completa del fu Walter White o, come si potrebbe credere, l’emersione definitiva di quello che W.W. era veramente.
Poesia, pura immutabile e meravigliosa poesia.

Tirando i fili del discorso principale, esiste una scala di piacere tra la prima volta che si vede Breaking Bad e quella/e successive? No, non esiste. Certo, cambia l’approccio ma, le vette che si raggiungono in entrambi i casi, magari per motivi diversi, sono molto simili. Per esempio, la sensazione che questa sia stato veramente lo spettacolo, come accennato all’inizio, che ha segnato il passaggio da telefilm a serie tv è ancora più intensa. E’ stata la prima, escludendo la prima parte della penultima puntata, nella quale tra una puntata e l’altra c’è sempre stata una continuità narrativa e una consequenzialità preminente e necessaria. The Wire, che come ho avuto modo di scrivere ha in qualche momento una sceneggiatura addirittura superiore, in alcuni frangenti (vedi tra una stagione a l’altra) aveva ancora la caratteristica di auto-conclusione sia delle singole puntate che, appunto, dell’intera stagione, tipica dei prodotti antecedenti. Breaking Bad, invece, ha rotto questo schema risultando quasi un lunghissimo e gigantesco film.

Concludo approfondendo il discorso personaggi appena sfiorato qualche riga fa. La determinazione e singolarità di ognuno di loro è stata entusiasmante e ammaliante. Un concentrato di principi e di azioni alternativi, ma assolutamente incastrati in quello che è stato un illuminato schema narrativo. Se ci si pensa, infatti, sono almeno 10 i personaggi che meriterebbero un approfondimento e che porterebbero a lunghe e bellissime disquisizioni e dibattiti. Tanto per fare un esempio la percezione del co-protagonista della serie, Jesse Pinckman, è assolutamente personale e può variare dal patetico al sensibile senza che nessuna delle due possa sembrare assurda. Stessa cosa per Hank, Skyler o lo stesso Frings e questo proprio per come tutti sono stati pensati, realizzati ed è giusto dirlo, interpretati. Sarebbe un puro esercizio di stile nominare ed elogiare i singoli attori, premi e critica lo hanno già fatto abbondantemente, ma era comunque giusto intavolare un minimo di discorso per elogiarne i loro meriti.

Ora la domanda finale è: un giorno farò la mia bella valigia per imbarcarmi verso il terzo viaggio? E se si, quale sarà la mia reazione oltre all’inevitabile mancamento finale? Alla prima domanda possa rispondere che quasi sicuramente lo farò, alla seconda invece non è possibile dare un riscontro, ma a pensarci già mi vengono i brividi.

Jonhdoe1978

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Breaking Bad

Breaking Bad
9.8

Valutazione Complessiva

9.8/10

SCHEDA

  • Ideatore: Vince Gilligan
  • Episodi: 62
  • Durata episodi: 43'-56'
  • Genere: Drammatico

Interazioni del lettore

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