• Passa al contenuto principale
  • Skip to secondary menu
  • Passa alla barra laterale primaria
Cineastio

Cineastio

⭐ Recensioni Film e Serie Tv

  • Home
  • Che cos’è Cineastio
  • Film
  • Serie Tv
  • Animazione
  • Recensioni
  • MICA LO SAPEVO…
  • Eventi e News
  • Contatti
  • I nostri Partner

Apex (2026) di A Sei Mani

⭐9 Maggio 2026 ⭐ Contrassegnato con: Apex, Apex Recensione, Recensione Apex

Apex Interna

Charlize Theron nella sua carriera di attrice ha sempre voluto andare oltre la sua bellezza. E dopo un inizio di carriera tra drammi, trasformismi e esistenzialismo, ecco che molto della sua produzione si è concentrata sulla fisicità. E cosi non sorprende che dopo i vari Fast & Furios, Mad Max, The Old Guard, Atomica Bionda e Prometheus, che anche il suo ultimo film la veda con la faccia tutta al naturale e il fisico allo stremo.

Il risultato, come quasi sempre se escludiamo la seconda parte di The Old Guard, non è da buttare anche se più di altre volte Apex, questo il titolo, si perde nelle pericolose pieghe del prevedibile. Sono veramente pochi, entrando subito nello specifico, i momenti in cui non si capisce un attimo prima quello che sta per succedere e questo, come è ovvio, non permette mai all’adrenalina di salire a un livello altissimo. Per carità, la piega che prende la storia dopo l’incipit è interessante, ma è tutto li e quello che sono gli sviluppi e la conclusione non esce mai dal prevedibile, redenzione compresa.

Molto più interessante la prova prettamente visiva messa in piedi da Baltasar Kormákur, non nuovo a questo genere di film, se non altro perché condensa bene la possibilità umana con la condizione estrema tipica di un thriller che punta a un alto tasso di estremizzazione. Sostanzialmente non si ha mai l’idea, nonostante montagne enormi, cascate e vegetazione complessa, dell’esagerato e questo non può non essere un pregio.

Apex è un film che fugge via dalla memoria con la stessa velocità con la quale la protagonista usa il suo kayak. Questo e ripeto, non vuol dire che sia un prodotto da evitare o cancellare, ma che probabilmente avrebbe dovuto cercare qualche spunto meno lineare anche a costo di esagerare. Perché è vero che l’impossibile se non messo in un giusto contesto azzera l’emozione e l’empatia, ma anche il troppo ipotizzabile rischia di avere lo stesso effetto, anzi forse è anche peggio.

Voto 5.7/10

Jonhdoe1978


TRAILER: scappa Charlize, scappa!

TRAMA: ci sono film che costruiscono tensione per arrivare a qualcosa. E poi ce ne sono altri che sembrano muoversi continuamente…senza lasciare davvero un segno. Apex appartiene più alla seconda categoria.

La storia segue Charlize Theron, una donna segnata da un trauma personale (non essere stata con me) che decide di isolarsi nella natura australiana, cercando una forma di silenzio, forse persino di riconciliazione con sé stessa. Ma quell’isolamento si trasforma rapidamente in una trappola quando incontra Ben, interpretato da Taron Egerton, figura ambigua e disturbante che trasforma il viaggio in una caccia psicologica e fisica.

Il film lavora quasi interamente su questo confronto. Due personaggi opposti, costretti dentro uno spazio ostile dove la natura amplifica ogni tensione. E nei suoi momenti migliori, Apex riesce davvero a creare una sensazione di minaccia costante. La regia sfrutta molto bene gli spazi aperti, le montagne, il vuoto attorno ai personaggi. C’è sempre l’impressione che qualcosa possa accadere.

Il problema è che, oltre questa superficie, il film fatica ad andare. La narrazione è lineare, ogni sviluppo arriva nel momento previsto, senza mai spostare davvero il racconto verso qualcosa di più complesso o memorabile. Anche il rapporto tra Sasha e Ben, che dovrebbe essere il centro emotivo e psicologico della storia, resta spesso abbozzato e approfondisce poco.

Charlize Theron regge tutto con la sua presenza fisica e silenziosa, riuscendo a dare peso anche alle scene più semplici. Taron Egerton costruisce un antagonista inquieto, imprevedibile, ma il personaggio rimane più funzionale alla tensione che realmente incisivo.

Apex è un thriller solido, ben girato, a tratti coinvolgente. Ma è anche uno di quei film che finiscono senza lasciare immagini, dialoghi o momenti capaci di restare nella memoria. E per un film che punta così tanto sull’intensità…è un limite difficile da ignorare.

Voto 5/10

Mklane


A volte il pericolo non sta nella natura, ma nell’uomo che decide di trasformarla in un terreno di caccia.

Apex parte da questa intuizione elementare e la sviluppa come un survival thriller asciutto, quasi schematico, in cui Baltasar Kormákur torna a confrontarsi con ambienti estremi dopo Everest e Resta con me, ma senza ritrovare la stessa forza.

Sasha (Charlize Theron), scalatrice segnata dalla morte del compagno Tommy (Eric Bana) durante un’arrampicata in Norvegia, raggiunge l’Australia per un viaggio solitario che dovrebbe aiutarla a elaborare il lutto. Tra canyon, rapide e foreste incontra Ben (Taron Egerton), giovane del posto apparentemente disponibile, che si rivela presto un predatore deciso a trasformarla nella sua prossima preda. Da lì il film si riduce a una lunga fuga, fatta di inseguimenti, arrampicate, nascondigli e ribaltamenti di ruolo.

La parte migliore di Apex è tutta nella fisicità: Charlize Theron resta una presenza solida, credibile, capace di reggere il film anche quando la scrittura le offre poco più di un trauma da superare e una serie di ostacoli da attraversare. Kormákur sa valorizzare gli spazi naturali, e alcune sequenze tra rocce, cascate e grotte hanno un’efficacia immediata. Ma proprio qui emerge una delle stranezze più evidenti: per un film ambientato quasi interamente nella natura selvaggia australiana, in 96 minuti si vedono incredibilmente solo un paio di zanzare.

Un dettaglio quasi comico, che indebolisce ulteriormente la sensazione di immersione in un ambiente davvero ostile.

Il vero limite, però, è la ripetitività. La dinamica predatore-preda procede senza una vera escalation, mentre il dolore di Sasha e la follia di Ben restano in superficie. Egerton prova a costruire un antagonista disturbato e imprevedibile, ma il personaggio oscilla tra minaccia e macchietta, senza trovare un centro. Anche il discorso sulla mascolinità tossica e sulla vulnerabilità di una donna sola in uno spazio isolato viene solo accennato.

Apex si lascia guardare, soprattutto grazie alla durata contenuta e alla professionalità della confezione. Ma è un film più corretto che coinvolgente, più atletico che teso, più decorativo che memorabile.

Promette una caccia spietata nel cuore della natura incontaminata e consegna un intrattenimento modesto, con qualche buona immagine e poca sostanza.

Voto 5.1/10

Alessandrocon2esse

Ti è piaciuta la recensione? Seguici anche su Instagram e Facebook 

Apex

Apex
5.2

Valutazione Complessiva

5.2/10

SCHEDA

  • Regia: Baltasar Kormákur
  • Anno: 2026
  • Durata: 96'
  • Genere: Thriller

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

cineastio

cineastio

cineastio

cineastio

cineastio

cineastio

Mica lo Sapevo

  • HOME

  • FILM

  • SERIE TV

  • ANIMAZIONE

  • RECENSIONI

  • MICA LO SAPEVO…

  • CONTATTI

Leggi L'informativa privacy - Cookies Policy (UE)
COPYRIGHT 2019 by Cineastio

Cineastio
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}