TITOLI DI TESTA: un martello per domarlo
TRAMA: Questa è la storia de uno col martello, ma nun fa er muratore perché troppo bello. Per parlare di questo film bisogna partire dall’inizio. C’erano una volta i dinosauri…no aspetta. C’era una volta Adamo, il primo uomo sulla terra. Poi è arrivato il secondo, il terzo, fino ad arrivare alla nascita di una nuova specie: il Tronista. Ora la storia dei fumetti è piena di supereroi con l’armatura, chi ha problemi con i ragni, chi diventa verde quando non trova parcheggio e giustamente non poteva mancare il supereroe Tronista, segni particolare bellissimo.
Il suo nome è Thor, soprannominato Dio del Tuono perché non è tutt’oro quel che luccica, infatti ogni volta che scorreggia scatena terremoti che non vi dico. Vive in un monolocale nel palazzo di suo padre Odino ad Asgard, un posto sulle nuvole subito dietro l’arcobaleno. Il pupo passa le giornate mostrando a tutti il suo lucente martello e prende sempre per il culo suo fratello Loki perché usa troppo Just For Men (ha i capelli nerissimi).
Un giorno, sarà stato un sabato sera, ad Asgard arrivano dei tipi del Trono di Spade che entrano nel palazzo di Odino per fregargli un addobbo natalizio che tornerà utile alla Marvel per fare altri 10 film. Thor li scopre e insieme ai suoi amici coatti va sul set della serie Tv e distruggono tutto…così il papi gli leva il martello e lo manda sulla terra senza poteri né mutande.
Ora uno così che potrà mai fare? Partecipare a Uomini & Donne? Purtroppo no perché il regista Kenneth Branagh lo fa parlare come uno che ha letto solo Shakespeare e a forza di usare paroloni può fare amicizia solo con degli astrofisici, tra cui quella con più fisico, cioè Natalie Portman.
A Thor la donna interessa, ma senza il suo martello manca di virilità, non riesce a battere chiodo. Figuratevi quando il fratello Loki gli fa una burla dicendo che il padre è morto nel sonno mentre guardava una partita di Serie C…cade nello sconforto totale. Purtroppo è un film Marvel e per risollevarsi non può fare l’amore con 7 vergini, e allora t’arriva il nemico di turno e come per magia Thor può riprendere in mano il suo martello, stringerlo per bene e agitarlo contro i nemici per fargli sentire quanto è duro.
Così botte da orbi, Thor che prende a pizze Loki, Loki che dal mal di testa prende un Oki, fino a quando Thor non usa il martello su funzione pneumatico per fare 2 tracce sul pavimento. Saranno state le vibrazioni, sarà che non c’era un geometra, e Thor distrugge l’unico ponte di Asgard che può riportarlo sulla terra da Natalie Portman. La morale: nun è bello ave un martello se nun puoi use er pisel…
TITOLI DI CODA: uno dei primissimi film Marvel, di quelli in cui ancora dovevano capire come far funzionare il “giocattolo”. Dal tono teatrale ma con poca anima, il regista poteva prendersi qualche rischio in più ma ha preferito starsene con il copione sulle ginocchia. Così come il protagonista che non si lascia mai andare, fisicamente uscito da un fumetto ma per niente comodo in quei panni…se ne riparlerà tra qualche martellata.
EXTRA: mio zio c’aveva un bel martello e mia zia ne sà qualcosa o non c’avrebbe fatto 3 figli.
Mklane
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