
Nome: Ryland Grace
Segni Particolari: Ha salvato il mondo ma nessuno lo sa
Attività: Biologo molecolare e insegnante di terza media
Periodo di attività: 2026-???
Quando si tratta di salvare il mondo da una qualche minaccia, naturale o aliena che sia, siamo abituati a pensare che a farlo sia una persona “fuori portata” o meglio, con delle capacità e delle attitudini soprattutto fisiche che per noi sono inarrivabili. Per come siamo fatti, tra il sognante e l’esaltato, questo non ci ha mai fermato nel cavalcare il processo di identificazione, ma di certo qualcosa che ci allontanasse la percevivamo. Poi arriva Ryland Grace e anche se sappiamo che qualcosa di speciale in più la ha, quella differenza si assottiglia tantissimo e con essa quel processo di immedesimazione di cui ho appena detto.
Grace è il classico anti eroe che smuove la coscienza, il nerd che per una volta ce l’ha fatto, l’uomo nel senso più comune del termine che si arrangia e attraverso quello che più sa fare bene trova la soluzione. Per carità, le sue conoscenze geniali scientifiche sono per noi distanti, ma la sensazione è che esse siano derivate o comunque non cosi impossibili ed ecco che tutto si fa più stretto, più intimo. Il suo essere pauroso, fanciullesco, complicato nella sua semplicità ce lo rende quasi un compagno di banco e questo smorza qualsiasi dubbio e anche milioni di anni luce di chilometri di distanza diventano la strada che conosciamo. E poi c’è quel senso di solitudine perenne, quell’accenno di non essere stato compreso se non in un momento eccezionale (che per definizione sfugge alle regole) che, entrando nel particolare, me lo fa sentire ancora più vicino se non altro per quell’attitudine da mezzo antisociale che ha e si cui non si vergogna affatto.
Vestiti vistosi, improbabili e scelti con non tantissima attenzione e la sensazione perenne di essere sempre fuori posto. Ha un rapporto enorme con i bambini, il motivo è perché fondamentalmente coltiva ancora quella spregiudicatezza che li contraddistingue e pensa che la metafora spicciola (e bellissima) sia ancora il modo per comunicare e perché no, raccontarsi. Ed è questo il modo con cui riesce a trovare un contatto con Rocky creando una delle affinità improbabili più complete della storia del cinema.
Nel nostro percorso di vita abbiamo bisogno di tante storie diverse, poi ognuno a seconda della propria sensibilità e personalità si avvicina di più ad alcune o ad altre. Per carità, adoro gli eroi senza macchia e con una prestanza che non avrò mai, ma preferisco quelli che sconfitti in qualche modo trovano un qualcosa da vincere. Certo, in Project Haly Mary il contesto è enorme, stiamo salvando il mondo e l’universo (cosa c’è di più grande??), ma la percezione di questa impresa, paradossalmente, è veramente molto vicino al proprio orto. Quello che Grace mi ha dato, infatti, è un viaggio intimo enorme, viaggio che ti porta ad abbracciare qualsiasi cosa tu sia e che ti porta a fare i conti con tutti i tuoi limiti e le tue prerogative. In contesti del genere sei vincitore e sconfitto e quello che puoi fare è guardare avanti senza aver però paura di girare la testa. Il senso delle scelte, quella che Grace fa è gigantesca, sta tutta li, nel senso di se stesso, nel non tradire e tradirsi, nella consapevolezza che sia meglio avere poco tempo ma pieno che tanto ma senza anima. Certo, come sappiamo questo è un processo che il film ha sviluppato (pensiamo al suo rifiuto di partire per paura di morire nonostante sapesse che lo sarebbe stato comunque che ha fatto) e che ci porta proprio a quel senso di scoperta a cui tutto il progetto mirava: Scoperta del mondo, scoperta dell’universo, scoperta di non essere soli e scoperta di se stessi.
Due parole su Ryan Gosling. Come ho detto nella recensione di Project Holy Mary, non credo che questo personaggio glielo abbiano cucito addosso e lui che lo ha reso tale. Questo risultato percettivo, a mio avviso, nasce proprio dal come Gosling si sia sempre proposto allo spettatore. La sua positività è sempre stata contagiante e questo lo ha reso sempre attendibile e …morbido. Morbidezza e delicatezza di cui questo film aveva bisogno e che lui ci ha dato con travolgente bellezza.
Jonhdoe1978
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