
Nome: David “Noodles” Aaronson
Segni Particolari: E’ andato a letto presto.
Attività: Gangster
Periodo di attività: L’America di una volta
Difficilmente una produzione, che sia film o serie tv, riesce a raccontare con dovizia di particolari le vicissitudini dei protagonisti per un lasso di tempo molto elevato. Si preferisce infatti, fermarsi al massimo a pochi anni avendo cosi la certezza di riuscire a definirne caratteri e pensieri. A questa logica sfugge il C’era una volta in America di Sergio Leone che riesce a farci conoscere intimamente lo stesso personaggio sia da giovane che da adulto e da anziano.
Sono passati 35 anni da quando David Aaronson, per tutti Noodles, ha lasciato New York per andare a Buffalo e cercare di ricostruirsi una vita sulle macerie della precedente.
Ormai era convinto che quel viaggio sarebbe rimasto di sola andata e che non avrebbe più rivisto i luoghi che lo avevano tanto amato e tanto odiato allo stesso modo. Poi uno strano e apparentemente innocuo invito, lo convincono a ritornare aprendo di fatto il vaso di pandora dei ricordi che aveva, sino ad allora, cosi gelosamente custodito e nascosto. Quelle strade è come se gli parlassero assecondando quella sensazione di malinconia che solo la certezza di aver fatto delle scelte sbagliate può dare.
Si, era un gangster, aveva usurpato, rubato e ucciso ma a differenza tutti gli altri aveva tentato di vivere le emozioni, di farle scorrere, facendone un credo nonostante il contesto. Ha provato a farlo sin da adolescente quando ha istintivamente vendicato Dominic sanguinante per essere “solo scivolato” sacrificando di fatto una parte della sua vita, e ha continuato anche dopo, soprattutto con quelli che sono stati i suoi due grandi amori: Deborah e Max.
Già Deborah e Max, due facce della stessa medaglia, l’amore assoluto con l’amicizia invincibile, e nonostante questo la sensazione infinita di aver sbagliato, di essersi perso proprio nei momenti decisivi. E questo peso lo si vede nei suoi passi, come se la vecchiaia sia solo una diretta conseguenza di quelle scelte e delle tante domande a cui non aveva ancora avuto risposta. Il continuare, nonostante il tempo, il vento e l’acqua sotto i ponti a sentire ogni sensazione sotto la pelle, come se quello scorrere sia ormai parte di te stesso e a cui in ogni caso non puoi e non vuoi più rinunciare.
Noodles è un mio grande amico, è colui che mi ha fatto capire che certi ricordi vanno conservati a prescindere da qualsiasi avvenimento per quell’indispensabilità che hanno e che, nonostante tutto, non esiste sempre un giusto e uno sbagliato, esiste solo il modo personale “di vedere le cose” assecondando tutto quello che si è: quella personale e unica combinazione tra forza e debolezza, fuoco e acqua, nero e bianco, diavoli e santi.
Jonhdoe1978
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