
Soprattutto grazie alla serie tv nata negli anni sessanta, ho sempre avuto un certo ascendente verso la Famiglia Addams. Quel misto tra paradossale, cinico e intimamente sentimentale mi ha sempre affascinato e questo probabilmente per quel senso contrario ma umanamente coerente di raccontare le storie che ha sempre avuto. Nonostante questo la mia risposta emotiva all’uscita di Mercoledì è stata molto fredda, avevo la netta intima sensazione (alla serie vanno aggiunti diversi film) che ormai tutto era stato detto su quella famiglia e che questa specie di spin-of non avrebbe avuta nulla da aggiungere. Sbagliavo.
Dopo l’ennesimo tentativo di attentare la salute di un altro studente e alla conseguente nuova espulsione, Mercoledì Addams (Jenna Ortega) viene costretta dai genitori Morticia (Catherine Zeta Jones) e Gomez (Luis Guzmán) a proseguire i suoi studi alla Nevermore Academy, scuola privata che unisce “normali” e reietti e già da questi ultimi frequentata. Nonostante le titubanze iniziali, dovuto principalmente alla sua allergia sociale, e grazie a un intrigante mistero che le si pone da subito davanti, la ragazza si immerge nella nuova realtà.
Quello che impressiona di Mercoledì è l’idea. Quello che poteva essere l’ennesima storiella di uno dei componenti di una delle famiglie più bizzarre della storia della televisione, si è infatti trasformata in un’intrigata, stuzzicante e originale storia tra l’horror, il fantasy e il sentimentale. La figura carismatica della protagonista, costruita da subito ad arte, si è messa sorprendentemente al servizio della trama, esaltandone cosi il contenuto invece che soffocarlo e schiacciarlo. Il rischio che tutto girasse, come peraltro avvenuto in ogni storia Addams, intorno a lei (intesa come protagonista in generale) era, infatti, più che concreta, con la conseguenza di un’ariosità del racconto molto limitata. E invece, la serie non solo è stata trasversale dal punto di vista narrativo, ma anche in quello dei personaggi, tanti e quasi tutti, appunto, ben strutturati. Emergono con chiarezza le loro personalità e attitudini, con lei, ovviamente, come trait d’union complessivo tra intenzioni e possibilità. Altro elemento riuscito, inoltre, è l’armonica gestione tra racconto e mistero. Ogni puntata riesce in maniera a tratti ineccepibile a creare attesa, gli sviluppi sono evidentemente imprevedibile seppur poi perfettamente attendibili, e chiarezza complessiva. Il continuo rimando tra passato e presente, poi, crea un’atmosfera dark aggiuntiva che non solo non è pesante o stucchevole ma equilibrata e storicamente perfetta.
Come detto all’inizio, ho amato moltissimo le vicende delle serie Addams, i film non sempre, soprattutto perché mi hanno sempre consentito, per come strutturata, di combinare mentalmente le loro abitudine con il mio mondo. Mercoledì, non solo è riuscita a cavalcare questa mia inclinazione, ma per certi versi la ha irrobustita. Questa serie, infatti, ha in qualche modo creato un mondo alternativo e con dinamiche uniche e originali. Questa traslazione, però, non ha mai dato l’impressione di essere forzata o completamente artificiosa, anzi, ti ci immergi in questa nuova realtà con facilità e convinzione. La motivazione va a mio avviso ricercata dalla brillante intuizione dei due ideatori di questo progetto, Alfred Gough e Miles Millar, di rispettare le storie di specie (licantropi, sirene, mostri) già conosciute, permettendo cosi allo spettatore un’assimilazione immediata. Se questo è vero e può sembrare una semplificazione, la vera vittoria i due la hanno ottenuta nel combinare con saggezza tutti questi personaggi “storico/letterari”, che comunque, per storia e origine, appartengono a racconti e mondi diversi. Avvicinare gli Addams ai classici uomo lupo, dottor jekyll e mister hyde, i mutaforma, sirene o uomini pesce è stato, infatti, un opera dell’ingegno assolutamente performante e continuamente stimolante.
Come sempre più spesso accade, anche questa serie, nell’arco delle otto puntate, si è avvalsa di più registi. Se questo è vero, non si può, soprattutto nelle prime puntate, non notare la mano di Tim Burton (produttore esecutivo e autore della regia dei primi quattro episodi) e il suo genio visivo. La creazione visiva, mi ripeto, di questo mondo gotico sospeso tra passato e presente è evidentemente opera sua, se non altro per la delicatezza con il quale viene proposto. Sembra un controsenso e invece era una condizione necessaria per rendere appetibile un mondo magico ma emotivamente e sentimentalmente umano.
Trattasi si di un dramma adolescenziale, ma le dinamiche alla fine non risultano cosi distanti da ogni spettatore e questo anche grazie, come detto, alla gestione oculata e intrigata del mistero. I vari incastri e supposizioni, molto alla Sherlock Holmes, hanno permesso, infatti, un’acquisizione dello spettatore complessiva, con ogni età che è riuscita a succhiare quello a lui più conforme e vicino. Di solito questi tentativi, alla Pixar per intenderci, sono molto complessi, soprattutto se non si tratta di un film animato. L’esserci riuscito è un enorme merito, forse il più grande.
Spazio attori. Confermando l’immensa bravura di scegliere Jenna Ortega per vestire i panni di Mercoledì, in una scelta c’è forse l’unica vera nota stonata della serie: Luis Guzmán nei panni di Gomez. Tale disappunto non risiede tanto per le capacità dell’attore ma per il fatto che non è proprio fisicamente il personaggio che conosciamo. Niente fascino, modi, parlantina inebriante… E’ ovvio che questa è solo una considerazione personale.
Mercoledì è una serie oggettivamente riuscita e questo anche al di la, cosa da me poco sopportata, di essere completamente aperta. Anzi, ed è veramente strano, questa continuità le sta addirittura bene, quasi che quel mondo creato si meritasse altre storie e altre sorprese. Anche la parte prettamente sentimentale, tutti alla fine abbiamo bisogno di qualcuno, non è mai banale e anzi ha arricchito correttamente un finale che forse, piccola nota, è stato un pizzico troppo sbrigativo.
Ora non rimane che aspettare la prossima stagione senza però avere, almeno personalmente, nessun dubbio di sorta. Sono praticamente sicuro, ed è solo una sensazione personale, che la qualità rimarrà la stessa, troppo ben architettato questo mondo nel mondo per poterlo in poche puntate smontare completamente.
Jonhdoe1978
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