
Alla fine il mio ottimismo è andato a rotoli.
Nella parte conclusiva della mia recensione di Mercoledi ho sostenuto con forza che la seconda stagione non avrebbe mai potuto essere sbagliata e questo perché il mondo costruito era cosi ben architettato che era impossibile “poterlo in poche puntate smontare completamente”. E anche in questo caso, come il pregiudizio sulla prima stagione, invece ben riuscita, mi sbagliavo.
Queste seconde 8 puntate, infatti, se non hanno proprio smontato tutta la bella impalcatura delle prime, poco ci manca. Il motivo principale, da mio punto di vista, è l’enorme confusione creata dalla trama a causa delle eccessive dinamiche introdotte. Capisco che avendo la certezza di una terza stagione i margini di lavoro degli autori erano larghi, ma creare sottotrame su sottotrame l’ho avvertito come un esercizio di stile inutile e un pizzico arrogante. Tutto questo mettere e mettere, oltretutto, non ha alzato il livello di attenzione come magari voluto, ma ha creato, paradossalmente, noia. Non avere più, infatti, un filo preciso da seguire ha tolto molto pathos alla trama che cosi è risultata costantemente altalenante. Sostanzialmente ogni puntata parte in un modo e poi si trova costretta (ovviamente per scelta) a cambiare continuamente ambito per portare avanti tutti gli archi narrativi messi in campo. E questo come naturale consequenza ha condotto lo spettatore a ricominciare emotivamente e mentalmente ogni volta, e come facile questo smorza l’entusiasmo e il trasporto.
Come per ogni cosa, anche in questo caso c’è un contraltare: il fatto di dover spiegare tante cose ha portato (ma è una cosa successa anche nella prima parte) a puntate fiume (spesso superiori all’ora) e quindi alla possibilità di poter approfondire i personaggi e la loro morale. Ecco, in questo caso il modo non è tutto da buttare anche se le cose buone si riferiscono quasi esclusivamente ai protagonisti che già conoscevamo. Quest’ultimi infatti, di cui comunque avevamo giù un ascendente derivante dalle puntate precedenti, si sono arricchiti di nuovi particolari che ci hanno permesso di apprezzarli e capirli di più. Sotto questo aspetto quello che ne esce meglio è sicuramente Edin che da quasi macchietta diventa un personaggio a tutto tondo e aggiungerei quasi indispensabile per la serie. La stessa Mercoledi a volte ne rimane quasi oscurata e questo dimostra come l’operazione co-protagonista sia sufficientemente riuscita. Male invece, l’introduzione dei personaggi nuovi. Se si esclude Agnes (qualcosa di intimo e emotivamente pieno te lo trasmette), il resto è oggettivamente terribile. I vari Barry Dort, Isaac Night e Françoise Galpin sono assolutamente asettici e in molti casi banalmente e inutilmente sopra le righe.
Riamando ancora nel generale (chiuderò con una specifica che a mio avviso è stata la tomba di questa seconda stagione), Mercoledi parte 2 è una serie confusa, erroneamente ambiziosa e che allo scopo di dire tanto alla fine ha trasmesso e dato poco. Per carità, il mondo rimane affascinante ma di quella pienezza che si aveva avuto nel 2022 ce n’è poca traccia. Con questo non voglio dire che torniamo alla storiella, l’impostazione dark/fantasy rimane e si percepisce, ma di certo non c’è più quel tumulto e soprattutto, quella curiosità che tanto ci aveva rapito 3 anni fa. Nel particolare, alcune scelte sono state incomprensibili e soprattutto, mal concilianti con il tenore che ci aveva conquistati. Si passa dalle battute e dalle scene più puerili e bambinesche (nel vero senso del termine) a scene horror/splatter in pochi secondi e senza, ed è questa la vera colpa di sceneggiatura, un senso logico e comprensibile. Si ha veramente l’impressione che molte scene siano state pensate e scritte da persone diverse e senza che ognuno di loro sapesse con chiarezza lo scopo e l’epilogo.
Ma se tutto è opinabile, c’è una cosa cosi imbarazzante che a mio avviso ha rasentato il ridicolo diventando di fatto la foto di questa sbagliata seconda parte: l’origine di Mano.
Mano è sempre stato uno dei misteri belli del cinema: un paradosso a cui tutti ci siamo affezionati e che non ci ha mai creato troppo domande. Sostanzialmente lo si era accettato cosi (come d’altronde tutte le stranezze della famiglia) e non era assolutamente necessario tirare in ballo il come fosse nato. Tralasciando il modo, comunque più che discutibile, quello che deprime è proprio l’idea dietro questa decisione. Se l’intenzione era esaltare l’affetto della famiglia, la possibilità di reagire, l’emancipazione, la vittoria del giusto contro la vendetta…c’erano molti modi diversi per ottenerla e si poteva tranquillamente evitare questa aberrazione cinematografica.
La domanda ora è: cosa aspettarsi per la terza stagione? La nota positiva è che ci si sposta e che quindi qualche dinamica deve cambiare per forza, ma la sensazione è che ci si sia mossi verso una strada troppo sdrucciolevole per poter essere ripresa. Tolta Mano, anche le altre soluzioni delle questioni hanno lasciato più di un dubbio (pessima anche la gestione Tyler) e non credo ci si possa aspettare molto di più. Poi magari come successo oggi, posso sbagliarmi e la serie torna a brillare ed eccitare come ha fatto nelle prime otto puntate.
Jonhdoe1978
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