
Nome: Harry Morgan
Segni Particolari: Angelo custode
Attività: Agente di Polizia – Padre – Coscienza
Periodo di attività: 2006 – ????
Il fatto che il custode inconscio di Dexter in New Blood fosse Deb Morgan (personaggio che per un’infinità di motivi non si può non amare) ci ha fatto abbassare l’attenzione sull’importanza, anzi l’indispensabilità di Harry Morgan. La presa di coscienza definitiva di questa centralità l’abbiamo avuta con il tanto sorprendente quanto meraviglioso Dexter: Resurrection tanto da farmi dire che senza di lui tutta la serie non è la stessa cosa.
Harry Morgan è l’anima di Dexter, la sua guida, il suo conforto, la materializzazione del suo codice e probabilmente il motivo stesso per cui è sempre riuscito a non perdere il senso sociale della realtà. La bellezza del personaggio è l’essere contemporaneamente ombra e luce riuscendo a essere centrale e in un certo senso laterale alla storia e alla sua evoluzione. E’ cosi costruito bene che la sua percezione è leggera e scontornata, quasi che fosse la naturale propagazione del protagonista, cosa che poi realmente è.
Metaforicamente lo potremmo definire come l’ancora di salvezza dell’anima, il collante che ha permesso al cuore di Dexter di non fermarsi e di idealizzare prima e materializzare dopo tutta una seria di situazioni. E’ ovvio che esso rappresenta la metafora dell’io, di quell’inconscio con cui tutti, chi più e chi meno, facciamo i conti ogni giorno e che in un certo senso tende a indirizzarci. Avete presente quella sensazione improvvisa che ci fa dire si o no a una cosa? Bene, Harry Morgan è proprio quella sensazione.
La combinazione voce di Dexter e Harry che dialogano è una delle cose meglio concepite in una serie tv e nel cinema in generale. Da profondità agli eventi, pienezza di comprensibilità e soprattutto, esalta quel concetto di segretezza e impossibilità di condivisione a cui evidentemente aspira. Lui, Dexter, infatti, non può dire a nessuno nel particolare tutto quello che prova e che gli salta in mente e la creazione di questo alter ego (che poi è il padre che tanto per lui aveva fatto) non fa altro che farlo sentire meno solo. Se ci pensiamo bene questa è una procedura non cosi estrema. Tutti abbiamo piccoli e grandi segreti che nascondiamo al mondo e l’unico confronto che abbiamo è quello con la nostra coscienza, il nostro inconscio, insomma con il nostro Harry Morgan.
Il personaggio ha avuto uno spin off in Original Sin (qui è vivo e vegeto ed è interpretato da Christian Slater) e nonostante sia interessante l’approfondimento sulla sua vita, compreso di errori e debolezze, a mio avviso, non si può alla fine uscire dal viso e dalle movenze di James Remar. Harry è infatti, un’idea, un concetto, una beatificazione della normalità, il formicolio davanti a una decisione, la puncicata al cuore nel momento della scelta e quello deve rimanere.
E la sua funzione è cosi radicata e così impossibile da modificare e/o sostituire che mi ha permesso/concesso di scrivere su di lui mentre la sua figura è ancora in corso. Certamente, infatti, ci sarà nel proseguo di Dexter: Resurrection e sarà esattamente quello che è stato, d’altronde se immortalità deve essere che lo sia sino in fondo con le sue bellissime regole.
Jonhdoe1978
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