Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: er Barone de Bruxelles
TRAMA: ce stanno film d’azione con trame complicate, doppi giochi, complotti internazionali, colpi de scena, effetti speciali che fanno effetto. Poi c’è ACCERCHIATO. Che praticamente racconta la storia de Jean-Claude Van Damme che rimane senza casa e va a rompe le scatole a una vedova.
Van Damme è Sam, un detenuto che durante il più brutto dei trasferimenti della storia del cinema, viene liberato da un suo amico che passava di lì (talmente amico che ce rimane secco). Da solo se ritrova a vagà pe Villa Pamphili (non è Rambo) poi a forza de camminà incontra una signora che vive da sola con i figli. E qui succede una cosa che se la facevano a Roma nessuno ci avrebbe creduto.
Lei vede arrivà uno sconosciuto muscoloso, sporco, traumatizzato, che parla poco e mena tantissimo. E invece de chiamà i carabinieri je offre da mangià. Poi un letto. Poi praticamente le chiavi de casa. A quel punto ho capito che il vero elemento fantasy del film non sono le sparatorie. È l’ospitalità. Perché diciamocelo chiaramente: se al posto de Van Damme arrivava Renato Pozzetto in canottiera e co la Panda dell’86, dopo trenta secondi stavano tutti a compilà una denuncia.
Ma Van Damme è Van Damme.

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il calcio rotante
Ha i muscoli scolpiti, lo sguardo triste e quel fascino da uomo che potrebbe salvarti la vita oppure spaccarti una sedia in testa. Così nel giro de mezza giornata diventa il migliore amico dei pupi, il guardiano della casa e pure il nuovo interesse sentimentale della madre. Praticamente Airbnb portato all’estremo. Nel frattempo arrivano i cattivi.
Praticamente una manica de scappati de casa che minacciano costantemente la signora perché vogliono costruire un Autogrill dove vive…ovviamente, capitanati dal più classico e stereotipato boss della mafia americana, nonché, villain finale dei videogiochi.
Questi decidono de perseguità la famiglia. E qui il film smette de essere una specie de fiction pomeridiana e diventa il classico film de Van Damme. Pugni. Calci. Pugni e calci contro di lui che tanto alla fine si rialza. Sedie che volano. Gente che entra nelle stanze e ne esce smontata come un mobile dell’Ikea. Fino a un inseguimento in moto che Toni Cairoli muto! Per non parlare delle lacrime finali della vedova quando capisce che non vedrà più il suo bel manzo made in Belgio.
TITOLI DI COSA: ACCERCHIATO è uno di quei film che esistono solo negli anni Novanta. Un uomo senza niente arriva in una casa sconosciuta, conquista la fiducia de tutti, trova pure l’amore e nel tempo libero massacra una banda de criminali. Una favola moderna. Una specie de Cappuccetto Rosso scritta da uno che aveva appena visto Rambo. La trama è talmente semplice che potrebbe stare scritta sul retro de uno scontrino fiscale…e infatti non è che funziona tanto perché bastavano 30 minuti pe raccontà tutto.
EXTRA: io prima de entrà a casa de una ho sempre dovuto fà i salti mortali…
Mklane
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