TITOLI DI TESTA: natale in crociera
TRAMA: sarebbe dovuto diventare il Cinepanettone di Steven Seagal, o meglio, quel bisteccone mono-espressivo che scaccia le mosche e non ne prende manco una. Dopo questo film erano già pronti con varie “trappole” come quella sulle montagne rocciose, nel cesso dell’autogrill, sulla Metro per Termini e nel traffico di Roma…per fortuna si sono schiantati contro le montagne.
La corazzata Titanic 2 sta per rientrare negli Stati Uniti con tutto l’equipaggio per essere radiata visto che con quel nome non sono riusciti a schiantarsi contro nessun Iceberg (con un nome così, dico io…). Sulla nave, oltre al Capitan Findus, al Capitano Uncino e a un mucchio di comparse, c’è Steven Seagal nei panni di un cuoco. Uno così lento e che inzuppa il codino in tutte le pentole non vi fa strano? Sarà ma al regista je piace.
Prima di rientrare, Uncino fa atterrare sulla nave una ciurma di camerieri e un complesso latino americano di nome “I Los Cojones” senza l’approvazione di Capitan Findus. Tant’è che quello s’incazza ma quando capisce che Steven non cucinerà gli torna il sorriso e via con la festa. Purtroppo Stevie non la prende bene, voleva deliziare tutti con il suo nuovo piatto e invece lo chiudono nel freezer a contare i Sofficini.
Finalmente una bella festa sulla nave: buon cibo e musica che neanche al Festival di Vetralla, fino a quando i camerieri non iniziano a sparare e il cantate dei Los Cojones non è altro che Tommy Lee Jones nei panni un cinquantenne vestito da scemo, nonché ex agente a capo di un esercito privato che vuole conquistare il mondo. Così si capisce che Uncino e Tommy avevano fatto comunella perché i bastoncini del capitano non gli andavano più e soprattutto perchè volevano sparire qualche missile della nave contro il Pentagono.
Purtroppo i due anziano a sentire puzza di bruciato, e non viene dalla cucina, ma dal fatto che le comparse diminuiscono ogni minuto che passa. Il Pentagono invece fiuta il pericolo e manda degli elicotteri con la famiglia del regista per avvertire i 2 piccioncini ma ignari li fanno saltare in aria non prima di aver capito che quella bella fighetta chiusa nel freezer non è uscito dalla Prova del Cuoco ma è Steven Seagal: ex agente Cia, Atac, Seal, scommettitore seriale alla Stai, temibile nell’affettare i cristiani solo utilizzando il suo affilatissimo codino, ex soubrette e soprattutto, ninfomane.
Proprio dopo quest’ultima parola, Uncino e Tommy iniziano a stringere le chiappe e Steven per ben 30 minuti di film prende a pizze tutto quello che incontra, provocando degli spostamenti d’aria che lo fanno lievitare dai 2 lestofanti: Uncino viene fatto saltare in aria come una frittata, mentre a Tommy rifila il suo piatto forte, “Schiaffoni al sangue di Tommy Lee Jones”. Tutto è bene quel che finisce bene se non fosse che Tommy poco prima di morire aveva sabotato la console che gestiva il lancio dei missili verso il Pentagono. Lì, con la calma di Gualtiero Marchesi, Steven ricoprirà di glassa al caramello l’intera console per mandarla in cortocircuito con un croccante al sesamo e del miso di nocciole: fa cagare ma di sicuro non esplode nulla.
TITOLI DI COSA: uno dei pochi film salvarli con Seagal…al massimo ne salvo 3 perchè per tutti gli altri ci vorrebbe un’altra rubrica: gli Inguardabili di Cineastio.
EXTRA: “Attenti sta per esplodere” disse Seagal mentre riempiva una bomba alla crema.
Mklane
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