Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: Ciao Mark!
TRAMA: Come disse il noto filosofo Jean-Jac Vulevon della scuola Istituto Superiore Giuseppe Mazzini in Piazza Risorgimento 1 – Segrate, Milano, l’uomo moderno non può prescindere (cit. Jonhdoe1978) da alcuni concetti universali: l’amore, la solitudine, la pensione, lasciare l’auto in doppia fila che tanto è solo per 5 minuti anche se poi diventano mezz’ora, e per ultimo la visione di “The Room”.
Una pellicola che al pari di Metropolis e de La corazzata Potëmkin è stata definita “capolavoro” da parte del mio amico Marco, ipovedenti dai gusti cinematografici raffinatissimi. Su The Room potrei scrivere un libro ma nessuno avrebbe il coraggio di pubblicarlo poiché le librerie lo inserirebbero nella sezione “Arredamento” e allora tanto vale iniziare parlando del suo creatore, o meglio l’uomo, ma che dico divinità, ma che dico infatti lo scrivo Tommy Wiseau.
Luogo e data di nascita incerti, alcuni pensano sia un T-800 arrivato dal futuro per salvare il cinema, altri credono fermamente sia nato dalla costola di un sosia di Steven Spielberg.
Come direbbe Lucarelli questa è una strana brutta storia e lo è per due motivi: 1 a Tommy sto scherzo è costato 6 milioni di dollari e nonostante una troupe che manco Ben-Hur per noia decide di ricoprire i ruoli di attore, regista, direttore marketing, tecnico luci, soubrette e 2 con tutti quei soldi non riesce a trovare un cane che lo aiuti a scrivere una sceneggiatura come si deve (trovatemeli voi dei cani che scrivono…al circo Togni?).
Il film parla di Johnny (Tommy) che è fidanzato con Lisa che essendo un po strabica guarda sempre verso sinistra dove c’è Mark, un piacione che non si tira indietro al cip-cip-cip, cioè al richiamo della passera. Praticamente un triangolo amoroso o meglio un’ora e mezza di nulla assoluto, dove nel set, o meglio nella “Room”, entra chiunque: la madre di Lisa con un cancro di cui non è minimamente preoccupata perché lei è della bilancia, il ragazzino Denny che ha 18 anni per gamba e la voglia di intrufolarsi nel letto di Johnny e Lisa perché “gli piace guardare”, Mike e Michelle nonché amici di Lica nonché due che fanno all’amore dappertutto ma ovviamente non hanno letto le istruzioni, lo psicologo Peter che a ogni problema risponde “non chiedetemi nulla sono uno psicologo”.
Tutti personaggi interpretati da “chiamarli attore gli si fa un complimento” che si ritrovano nel vortice di “The Room” tra battute che non fanno ridere nessuno tranne regalare paresi facciali al nostro Tommy, scene di sesso imbarazzanti che ridefiniscono l’anatomia umana e scenografie che manco nel peggior film porno.
TITOLI DI COSA: Potrei parlare del cane al negozio di fiori, del vestito rosso che crea orgasmi, della recitazione sopra le righe ogni tre per due che manco Nicolas Cage in certi film. Se amate il cinema e se amate i grandi classici come Terminator 2, Rocky, Fight Club, Taxi Driver e Un Jeans e una maglietta è un film che va visto. Un dimenticabile che non dimenticherete facilmente.
EXTRA: Capolavoro assoluto.
Mklane
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