
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: ho visto cose che boh
TRAMA: ci sono film che parlano del mistero e riescono a farti venire i brividi. Poi ce stanno quelli che parlano del mistero (anche senza Enrico Ruggeri) e alla fine te fanno venì solo na domanda: “Ma quindi?” The Mothman Prophecies appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Riccardino Gere è un giornalista tutto elegante (senza divisa da gentiluomo) tutto serio, uno che dovrebbe raccontà la realtà…e invece si ritrova dentro na storia dove la realtà se prende le ferie. Dopo un evento tragico personale (che dovrebbe dare profondità emotiva e invece risulta come na piallata su i cojoni), lui comincia a vedere, sentire, percepire cose strane. Voci, visioni, presenze, senza neanche un numero del Lotto. Tipo che esce di casa e finisce in un’altra città senza capì come c’è arrivato. Ordinaria amministrazione.
Arriva quindi nel classico paesino sperduto dei film dimenticati da Cristo, dove la gente parla de sto Mothman, una creatura tipo uomo-falena che appare prima delle tragedie…praticamente Batman che porta zella. Un presagio. Un avvertimento. Un “oh guarda che mò so cazzi!”. Il problema è che il film te lo ripete per due ore…ma senza mai fatte capì che succede.

Se il Mothman era così sarebbe stata tutta un’altra cosa…
Riccardino gira, indaga, cerca Vivian, parla co gente che dice cose vaghe tipo: “Non dovresti essere qui…” “Lui ti sta osservando…” “Lui sta arrivando…” “Il 46 per San Pietro non passerà…” E tu stai sul divano che pensi: “Ma chi? Quando? Perché?”
Il film prova a creare tensione, atmosfera, inquietudine…cose che appartengono ad altri film. Qui è come se qualcuno avesse deciso che meno se capisce, più è profondo. E invece no: a un certo punto diventa solo confuso.
Il Mothman? Non si vede quasi mai. Quando appare, è più un’idea che una presenza. Non fa paura, non colpisce, non resta. È tipo uno che passa, saluta e se ne va. E tu rimani lì ad aspettà qualcosa che non arriva mai davvero.
Pure la storia d’amore, il dolore, la perdita…tutto resta accennato, sospeso, mai veramente sviluppato. Sembra un film che vuole dire tanto…ma alla fine dice poco e pure male. E la sensazione finale è devastante: hai passato due ore dentro sto mistero, tra visioni, presagi e tragedie…e quando finisce ti senti come uno che ha ascoltato una barzelletta lunghissima senza la battuta finale.
TITOLI DI COSA: The Mothman Prophecies è un film che vorrebbe essere inquietante, profondo, enigmatico ma resta solo mezzo sconclusionato e completamente dimenticabile. E Richard Gere? Sta lì. Guarda nel vuoto. Un po’ come te alla fine del film.
EXTRA: mio zio lo chiamavano L’uomo Falena…ne ammazzava tre co na mano.
Mklane
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