
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: colpito…affondato.
TRAMA: ci stanno film ambientati sulle barche che te fanno venì l’ansia. Pensa a Titanic 2. Pensa a Ore 10: calma piatta. Pensa pure a quando il gommone de tuo cugino comincia a imbarcà acqua a Fregene. Poi ce sta The Boat. Che prende una barca piena de gente, un assassino misterioso, segreti del passato, sensi de colpa e vendette…e riesce nell’impresa quasi impossibile de non fa salì la tensione manco de mezzo centimetro.
Ce stanno un gruppo de persone che già dalla faccia capisci che c’hanno più problemi loro che una riunione de condominio che te sale su una barca pe festeggia er compleanno de uno. Ma più che un compleanno sembra na punizione divina travestita da gita. A un certo punto compare sto tizio che ce l’ha con tutti. Ma proprio tutti. Uno de quelli che evidentemente s’è segnato ogni torto subito su un quaderno e adesso vuole presenta’ il conto.
Solo che all’inizio non se capisce chi sia. Non se capisce perché lo faccia. Non se capisce che cazzo abbiano combinato questi. E quindi passano quaranta minuti de gente che se guarda male. “Tu nascondi qualcosa.” “No, tu nascondi qualcosa.” “Te lo giuro, io a nascondino non so mai stato bravo”. Dopo sta cazzata che ho scritto sto film diventa una puntata de Forum in mezzo al mare.

“Tranquillo che lo famo sembrà vero…”
Piano piano scopriamo che ogni personaggio c’ha una colpa da espià. Uno è arrogante come se avesse inventato lui internet.
Uno fa il misterioso ma pare che non sà manco lui il perché. C’è quello che sembra sempre sul punto de confessà qualcosa ma poi cambia discorso. C’è na bionda che non parla, una che parla troppo e una co la puzza sotto ar naso che non sà nuotare ma che cerca de tené insieme la situazione mentre intorno c’ha una collezione de rincoglioniti.
Il problema è che il film vorrebbe essere teso. Vorrebbe. Ma la tensione resta a galla come un materassino bucato. Ogni volta che pensi: “Oh, adesso succede qualcosa…” Niente. Ogni volta che dici: “Mo arriva il colpo de scena…” Niente. A un certo punto pure il killer sembra stanco. Come se dicesse: “Ragà, facciamo veloce che domani lavoro.” E la cosa incredibile è che il cast ce prova pure. Ma i personaggi so talmente piatti che quando uno rischia de morì non pensi: “Daje”.
TITOLI DI COSA: Il film va avanti così, tra rivelazioni che dovrebbero sconvolgerti e dialoghi che sembrano scritti durante una traversata Ostia-Ponza con tre spritz de troppo. Alla fine The Boat è un thriller che non thrillera. Una vendetta che non vendica. Una barca che non affonda ma quasi te viene voglia de bucargliela tu. E la cosa peggiore non è che sia brutto. Magari. Almeno ce ridevi…è peggio, è dimenticabile. Di quelli che finiscono, partono i titoli di coda e dopo dieci minuti stai già pensando a cosa mangiare a cena. Che per carità, la carbonara è sempre più emozionante de quello che succede su sta barca.
EXTRA: na volta c’avevo na barca, ma nella vasca da bagno non è mai affondata.
Mklane























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