
Nome: Steve Stifler
Segni Particolari: Vocabolario poco raffinato
Attività: Studente “Professionista del caos”
Periodo di attività: Dal 1999 al 2012
Se c’è un personaggio che è riuscito nell’impresa di rubare la scena ai protagonisti della propria saga, quello è Steve Stifler.
Interpretato da Seann William Scott nei quattro capitoli principali di American Pie, Stifler è l’incarnazione dell’adolescenza più rumorosa, irresponsabile e politicamente scorretta che il cinema americano abbia mai trasformato in un’icona. Un concentrato di testosterone, battute al limite (che non hanno mai fatto ridere nessuno, se non sé stesso) e idee talmente assurde da far sembrare sensata quasi qualunque alternativa.
All’apparenza è il classico bullo del liceo: atletico, arrogante, ossessionato dalle feste e convinto che il mondo esista esclusivamente per divertirlo. In realtà, dietro la scorza del tamarro patentato si nasconde un personaggio molto più sfaccettato di quanto sembri.
Certo, il suo hobby preferito consiste nel mettere in imbarazzo chiunque gli capiti a tiro, possibilmente con un megafono in mano e una birra nell’altra, ma nel corso della saga dimostra anche una lealtà sorprendente nei confronti degli amici e una vulnerabilità che raramente è disposto ad ammettere.
Seann William Scott compie un piccolo miracolo interpretativo: trasforma quello che sulla carta avrebbe potuto essere un personaggio monodimensionale in una macchina praticamente perfetta. Ogni ingresso in scena è un’esplosione di energia, ogni battuta sembra improvvisata e ogni espressione facciale contribuisce a costruire un’icona della commedia demenziale.
Non è un caso che, film dopo film, Stifler sia diventato il vero simbolo di American Pie, spesso oscurando persino Jim (Jason Biggs), Oz (Chris Klein), Kevin (Thomas Ian Nicholas) e Finch (Eddie Kaye Thomas).
Gran parte del merito va anche al continuo gioco con gli stereotipi. Stifler sembra il classico ragazzo incapace di crescere, e invece, tra un matrimonio distrutto, una festa degenerata e una quantità incalcolabile di figuracce, finisce lentamente per maturare. Perfino il suo infinito duello con Finch, combattuto a colpi di insulti e scherzi sempre più infantili, diventa uno degli elementi più irresistibili dell’intera saga, culminando nell’indimenticabile leggenda di Janine Stifler (Jennifer Coolidge)… la “Stifler’s Mom”, probabilmente l’unica madre della storia del cinema capace di diventare un sex symbol mondiale senza essere la protagonista del film.
Non è un caso infatti che con American Pie: Ancora insieme, il quarto capitolo della saga con i protagonisti originali, ritroviamo uno Steve apparentemente adulto, ma solo all’anagrafe. Il liceo è finito da tempo, gli amici hanno preso strade diverse e lui continua a comportarsi come se ogni giorno fosse l’ultimo giorno di scuola.
Ed è proprio questo il segreto del personaggio: Stifler non evolve mai del tutto, perché rappresenta quella parte adolescenziale che tutti promettono di lasciarsi alle spalle… salvo riscoprirla appena parte la musica giusta.
A oltre venticinque anni dal primo film, Steve Stifler resta una delle figure più iconiche della commedia demenziale americana. Volgare, rumoroso, spesso insopportabile eppure incredibilmente simpatico, è la dimostrazione che, a volte, il personaggio destinato a essere la spalla finisce per diventare la vera star.
E, probabilmente, se potesse leggere questo articolo, chiederebbe soltanto una cosa: organizzare la festa per celebrarlo.
Alessandrocon2esse
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