Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: brrrividi di schifo
TRAMA: Alcune volte è proprio un piacere vedere un film che entrerà a far parte dei “Dimenticabili”. Stai tutto il tempo a ridere, parte il singhiozzo per via della birra che hai tracannato, poco a poco vieni assalito dalle convulsioni per poi finire in ospedale e uscirne dopo 6 giorni di prognosi riservata a pochi perché devi vederne un altro…è un circolo vizioso ma qualcuno devi pur farlo. Come dicevo all’inizio TALVOLTA è un piacere ma in questo caso manco per niente…
Cortina, anni 70, ma senza pi-ro-ppo-ppi-ro-po. Due sceme che continuano un fuoripista partito da Campo Felice trovano due impronte sulla neve. Piedi umani? Dinosauri? Cinghiali col tacco? Manco il tempo di capirlo che una viene attaccata da qualcosa fuori campo, forse la telecamera stessa, e l’altra pure mentre dice le parole “Ma sei er cugino de Che…”.
Due morte nel giro di 5 minuti ed eccoti altri scemi. Alberto Tomba con la moglie dai capelli cotonati e il sindaco di Cortina nonché gestore dell’impianto. Il sindaco è uno che ci vede lungo, e dato che gli attori di questo film sono pochi, capisce subito che ne mancano due all’appello così manda una comparsa a cercarle…e muore pure lui.
Data l’ecatombe generale, e dato che nessuno capisce chi sia il colpevole poiché non c’è manco un maggiordomo da incolpare, il mostro si presenta a una festa di carnevale facendo scappare tutti i presenti (manco a offrirgli un Gin Tonic!).
Alberto Tomba, data la sua grande esperienza in film action, decide di andarlo a cercare “Ora gliela faccio vedere io a questo mostro, sono o non sono Alex l’Ariete” ma neanche il tempo di dirlo che uno sceriffo passato lì per caso spara a uno che era andato alla festa di carnevale vestito da orso e vince il primo premio…così l’incazzatura di Alberto inizia a salire.
Per fortuna che c’è il sindaco, l’unico ad aver letto la sceneggiatura scritta sulla carta igienica che sa dov’è nascosto sto mostro delle nevi. Così tra tronchi che spostano camper, fucili che spariscono e riappaiono, il regista pensa bene di inquadrare il mostro, o meglio il “cugino albino di Chewbecca” così Alberto può ucciderlo con una racchetta da sci e fine.
TITOLI DI COSA: Un film freddo, anche per colpa della neve. Terminata la produzione il costume del mostro è stato riportato al negozio di cinesi e tuttora viene usato come pupazzo da neve per spaventare i bambini. Un dimenticabile ma di quelli seri, roba da metterci una pietra sopra, parola di Alberto Tomba.
EXTRA: nulla da aggiungere.
Mklane
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