
Sono fermamente convinto che ognuno debba fare il proprio mestiere, a prescindere se acquisito nel tempo o concesso da madre natura. E cosi, i cantanti devono fare i cantanti, i presentatori devono fare i presentatori, gli informatici devono fare gli informatici, gli attori (forse oso troppo) devono fare gli attori e gli sportivi devono fare gli sportivi.
Antavleva “Leva” Bottazzi (Michelle Hunziker) viene accusata dell’omicidio della sua migliore amica Giada (Elena Presti), accoltellata nella casa nella quale vivevano insieme. Innocente, fugge a bordo della sua auto, raggiunta dai veri assassini, viene speronata e gettata in fondo a un burrone. Sopravvissuta, anche se in coma, viene presa in consegna e curata, sotto l’osservazione di medici e forze dell’ordine.
Alessandro “Alex” Corso (Alberto Tomba) è un brigadiere del gruppo speciale dell’Arma dei Carabinieri, atto a sventare le organizzazioni più pericolose. Detto L’Ariete, per la sua capacità di sfondamento, è colpevole della morte del suo migliore amico, Robbi (Massimo Poggio), avendo lasciato la postazione a causa di un passeggino (con dentro un bambino), improvvisamente comparso nel luogo in cui stavano per fare un’irruzione per sventare dei trafficanti di armi. Accusato di negligenza, viene trasferito nell’Appennino toscano e dopo giorni di inattività, gli viene ordinato di scortare una ragazza (Leva, appunto), entro 48, al palazzo di giustizia di Roma.
Non credo serva girarci troppo intorno, Alex L’ariete è uno dei film peggiori che abbia mai visto. La cosa sorprendente è che il regista, Damiano Damiani, è lo stesso che è stato autore di capolavori quali Il Giorno della Civetta, la Piovra, Io ho Paura e Pizza Connection, tanto per citarne alcuni.
Il mio approccio al film è stato di quelli di chi non aveva troppe aspettative, convinto, però, di vedere uno spettacolo decente e con qualche spunto di interesse.
Niente di tutto questo.
Alex l’Ariete è’ una produzione scadente sotto ogni aspetto, di regia, di fotografia, di storia e soprattutto di interpretazione. Nessuno si aspettava un Alberto Tomba districarsi sul set come tra i paletti di uno slalom, ma nemmeno, credo, in un impaccio cosi evidente. La sua espressività e il suo modo di dire le battute, a tratti, mi ha ricordato le recite delle elementari, con quella cadenza tipica di chi ha imparato la cosa a memoria e la sta ripetendo senza pensare assolutamente al tono ma solo a non sbagliare. Lui è solo la punta dell’iceberg, nessuno degli attori, infatti, è lontanamente presentabile, se non Orso Maria Guerrini, che è attore e si vede. Anche la giovane Hunziker, tolto il bel visino, è completamente impresentabile, con movenze tanto forzate da risultare spesso fuori luogo.
La storia è assolutamente paradossale, a partire dalla premessa, tanto inverosimile quanto aggiungerei, esilarante. La suddetta carrozzina che ha scatenato l’errore di Alex si trovava li perchè due adolescenti, intenti a soddisfare le loro esigenze sessuali, si sono distratti, lasciandola scivolare su una discesa di campagna. Oltre alla situazione in sé, già di suo fantasiosa, la sua rappresentazione è strampalata, finta, comica per quanto inguardabile.
Per gran parte del film sono stato a chiedermi se fosse uno dei peggiori che avessi visto (come affermato in testa) o proprio il peggiore. Ogni minuto rimanevo sempre più basito da tanta povertà, bruttezza, finzione. L’impressione era proprio di una armata Brancaleone all’opera per la prima volta nel mondo del cinema e non mi riferisco solo agli attori, ma a chi l’ha pensato, l’ha scritto, l’ha rappresentato e curato (per modo di dire). Come può un maestro come Damiani passare dalla Piovra ad Alex l’Ariete? Durante il montaggio non si è accorto della completa assenza di qualcosa che lontanamente assomigliasse a un film? La mia opinione è che abbia accettato l’incarico solo ad onor di firma, erano anni ormai, che era sparito dai radar cinematografici italiani e poteva essere la sua ultima occasione.
Un discorso a parte merita il doppiaggio. Ad un certo momento speravo non parlassero più, nonostante le scene d’azione fossero al limite del ridicolo. A parte proprio le voci scelte, spesso erano sbagliati proprio i tempi, il movimento delle labbra da una parte e il suono dall’altra. Istintivamente ho pensato al motivo per cui, in certe situazioni, non abbiano riprovato a ridoppiare la scena, la migliore risposta che mi sono dato è che quella scelta fosse proprio la migliore venuta.
Per quanto io, come tanti altri, possa spiegare i motivi della completa inconsistenza del film, i Cecchi Gori o chi per loro hanno comunque raggiunto il loro scopo. Sono pochissime le persone, infatti, che davanti al titolo non dicano istintivamente: ma quello con Tomba? E questo rappresenta il grande marketing intorno a un personaggio che, comunque, è entrato nell’immaginario collettivo di quasi tutti gli italiani. Marketing che ha portato un grande numero di persone ad andare a vederlo, anche solo per semplice curiosità.
Detto questo, anche se non nel mio costume, vorrei spiegare il voto finale che potrebbe apparire troppo generoso in virtù di quanto detto. La valutazione ha tenuto conto di tre fattori: la profonda coerenza di Alberto Tomba a fermare subito la sua carriera da attore, il vestito della Hunziker nei secondi finali e la buon riuscita nella riproduzione della divisa dell’Arma dei Carabinieri, a cui, sono, per motivi paterni, particolarmente legato.
Jonhdoe1978























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