
TITOLI DI TESTA: te pio a pizze!
TRAMA: ci sono film che raccontano una storia. E poi ci sono film che esistono per un motivo molto più importante: far vedere Jean-Claude Van Damme che prende a calci delle persone con una quantità di cattiveria incompatibile con le leggi della fisica.
Senza tregua parte da una premessa semplicissima. A New Orleans esiste un’organizzazione che organizza una caccia all’uomo. Ricconi annoiati pagano per inseguire e uccidere senzatetto, trattandoli come selvaggina. Una ragazza arriva in città per cercare il padre scomparso e finisce per incrociare Chance Boudreaux, marinaio disoccupato, sguardo truce, jeans stretti e mullet che da solo vale metà del budget del film.
Chance è Van Damme allo stato puro. Non è un personaggio. È Van Damme. Se gli togli il nome e gli lasci i calci rotanti non cambia assolutamente niente. La ragazza gli chiede aiuto e lui accetta. Da quel momento il film smette di interessarsi alla logica e inizia a interessarsi alla cosa davvero importante: vedere quanta gente può volare in aria prima dei titoli di coda.
Dietro la macchina da presa c’è John Woo, e si vede. Colombe. Rallenty. Esplosioni. Doppie pistole. Più rallenty. Altri rallenty. Probabilmente pure il caffè sul set veniva servito al rallentatore. E funziona. Perché il film ha una personalità enorme.

Lo sguardo truce
I cattivi, guidati da Emil Fouchon, interpretato da Lance Henriksen, sono elegantemente bastardi. Hanno quel fascino da villain anni Novanta che oggi praticamente non esiste più. Ma la vera scena immortale resta una. Il serpente. Perché a un certo punto Van Damme si ritrova davanti un serpente a sonagli. Una persona normale si spaventa. Una persona prudente scappa. Van Damme gli tira uno schiaffo. Uno schiaffo. A un serpente. E non contento continua pure. È uno di quei momenti che spiegano perfettamente il cinema action degli anni Novanta. Nessuno si è fermato a chiedersi se avesse senso. Si sono limitati a dire: “Sapete che c’è? Facciamolo.” E avevano ragione.
La trama, in fondo, è poco più di una scusa. Una lunga rincorsa tra magazzini, paludi, moto, esplosioni e gente che prende calci in faccia. Ma è costruita con una sicurezza che oggi si vede raramente.
TITOLI DI CODA: Senza tregua non è il miglior film di Van Damme. Ma è uno dei più rappresentativi. Perché contiene tutto quello che il pubblico voleva da lui: il fisico, il carisma, i combattimenti assurdi e quella capacità unica di sembrare contemporaneamente un eroe invincibile e uno che potrebbe ordinare una birra al bancone accanto al tuo. E poi, diciamocelo. Quanti protagonisti d’azione possono vantarsi di aver preso a schiaffi un serpente e di essere usciti dalla scena come se fosse la cosa più normale del mondo? Pochi. Molto pochi.
EXTRA: nulla da aggiungere o Van Damme mi prende a schiaffi.
Mklane
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