
Nome: Samuel Gerard
Segni Particolari: una pelle liscissima
Attività: ex maratoneta
Periodo di attività: tra un fuggitivo e l’altro
Samuel Gerard è una di quelle persone che se ti chiama al telefono, ti viene da chiederti: “Ma io che ho fatto di male nella vita?” Perché Samuel, diciamocelo, è uno che prende il lavoro sul serio. Forse pure troppo. Cioè, gli dicono “C’è un tizio in fuga,” e lui che fa? Molla tutto, il pranzo di Natale, il poker settimanale o la serata Fantacalcio e si mette a inseguire il malcapitato come se fosse l’ultima bottiglia d’acqua prima del deserto.
Nella sua vita, dopo aver rincorso mariuoli da quattro soldi, cani da tartufo e donne che non gliel’hanno data, si mette alle calcagna di uno che assomiglia a Harrison Ford, accusato ingiustamente di essere suo sosia oltre che aver fatto fuori la moglie a colpi di frusta…mica per bondage, evidentemente gli era preso un momento all’Indiana Jones!
Ovviamente Samuelino manco vuole sapere se è davvero colpevole, presunto innocente o presunto impotente. Perché lui, con quel suo ghigno alla “non mi interessa chi sei, dove vai, e che numero di scarpe porti,” ha una filosofia tutta sua: la verità? Sticazzi. La legge? È un concetto vago, come il menù di un ristorante fusion. Lui ha solo una missione: catturare il fuggitivo di turno. Come se fosse un Pokémon leggendario, ma con meno effetti speciali e più botte da orbi.
Un uomo tutto d’un pezzo che parla sempre come se stesse leggendo le istruzioni del microonde, ma con la serietà di uno che ha appena scoperto che il suo cane ha vinto il Nobel per la pace e con un espressione di chi sta per dirti che il treno che stai aspettando è stato soppresso nel 1975. Ti guarda con quegli occhi a fessura che manco Clint Eastwood nei suoi giorni migliori, e ti spara frasi tipo: “Non me ne frega niente.” E tu rimani lì, a chiederti se stai parlando con un uomo o con un frigorifero rotto.
Un perfetto mix tra il capo scout più severo del mondo e il tipo che al bar ordina sempre lo stesso caffè, perché le novità sono per i deboli, si fida solo del suo plotone di agenti marshals che a confronto sembrano i Ghostbusters, ma con meno zaini protonici e più interrogatori.
Dopo aver catturato il sosia di Harrison Ford e confermato la sua innocenza, si mette a inseguire un altro tizio che a confronto se il primo era uno che correva per prendere l’autobus, questo lo prende, lo guida, lo trasforma in aereo e poi ci sparisce dentro: perchè? Perchè questo è il sosia di Wesley Snipes! Uno di quei tipi super addestrati, quelli che fanno parkour mentre tu ancora non hai capito come scendere dal marciapiede senza inciampare. Però Samuel Gerard non si scompone. Lui ha una filosofia di vita chiara: se corri, io corro più veloce. Se salti, io salto più in alto. Se voli… beh, per ora non ci ha ancora provato, ma non gli manca molto.
Mklane
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