TITOLI DI TESTA: Superquark al cinema
TRAMA: Era il 1823 quando Piero Angela mandava a morire la gente a girare documentari in giro per il mondo e fù proprio in quell’anno che convinse il buon Leonardo Di Caprio a fasse na scampagnata invernale tra i monti abruzzesi insieme a na troupe de scemi. Erano altri tempi e quei luoghi erano abitati da gente incazzosa, se facevano chiamà “indiani” (pare della tribù dell’Aquila) e manco er tempo de inizià er film che eccote botte, tornei di scalpo equestre e tressette col morto…e in tutto sto marasma ce stà Leo che invece della telecamera se porta il figlio, un ragazzetto nato da una grandissima storia d’amore di una notte con un’indiana di Pescara.
Ma il film inizia davvero quando Leo fà un frontale con Filomena, noto esemplare di orso femmina tra i più irascibili, erano anni che non faceva la manicure e decide finalmente di farla ai danni del povero attore il quale riporta delle leggerissime ferite mortali. Roba che dopo 20 minuti de film pare morto, così due della troupe, tale Gegè Telesforo e Giggione detto “o Mariuolo” iniziano a scavà na bella fossa: mica pe cacà, piuttosto pe ficcacce dentro Leo! È irriconoscibile e alla cerimonia degli Oscar conciato così non lo farebbero entrare, tant’è che per non dargli altre sofferenze decidono di ficcarci il figlio nella fossa così la terra può prendere una certa forma.
La troupe se la dà a gambe, proprio quelle che non sente il povero Leo, tranne l’alluce del piede destro con il quale dopo 2 settimane riuscirà a percorrere 1 metro che lo porteranno tra le braccia di un indiano di Campo Tosto. All’inizio non spiccicano parola ma l’indiano che ha scambiato il nostro Leo per il noto artista Vittorio il Fenomeno, je fà na cura a base de arrosticini e genziana che lo rimette al mondo!
Leo è pronto per la vendetta e verso Campo Tosto te becca un gruppo de francesi co li cavalli pronti a fare il solletico a un’indiana: una scena di una violenza unica, quei poveri cavalli legati che ti verrebbe voglia di slegarli. Sfortuna vuole che Leo ne prende uno che ti giuro non voleva andarsene perchè avendo letto il copione sapeva perfettamente che fine avrebbe fatto: Leo pensa de esse Tom Cruise e se lancia da un burrone.
Dato che non è Fast & Furious il cavallo crepa e in segno di gratitudine Leo pensa bene di usarlo come sacco a pelo “A quando glielo racconto a Piero!” Ma a Piero racconterà pure il fatto che verso la fine del documentario film te becca Giggione “o Mariuolo” che in segno di riconoscenza gonfia come una zampogna per poi lasciarlo alle cure degli Indiani di Acciano, quelli che se te pjano te rompono…se semo capiti.
TITOLO DI CODA: Sontuosa produzione di Piero Angela che si affida al regista messicano Alejandro González Iñárritu per dare quel tocco esotico in più. Un film che non ti dice nulla di più sull’Abruzzo, al massimo ti fà capire che se becchi un grizzly forse non mori ma potresti vincere un Oscar.
EXTRA: Una volta ho incontrato un orso…era il padre di una mia ex.
Mklane
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