
Quando Ang Lee fu contattato per dirigere I segreti di Brokeback Mountain, era sul punto di prendersi una pausa a lungo termine dal cinema. Il regista taiwanese si trovava in piena frustrazione per l’andamento del suo ultimo film Hulk, poiché la Universal Pictures lo aveva dapprima ingaggiato offrendogli carta bianca, per poi successivamente tarpargli le ali.
Quando venne a conoscenza che, dopo i rifiuti di Gus Van Sant e Pedro Almodóvar, i due produttori Diana Ossana e James Schamus erano alla ricerca di un regista per la drammatica storia di passione tra i due cowboy del Wyoming, non volle assolutamente lasciarsi scappare l’opportunità.
Mai decisione fu più azzeccata, perché dopo la candidatura sfumata per il precedente La tigre e il dragone, arrivò per lui la prima ambitissima statuetta come Miglior Regista.
Il film, con un budget iniziale di “soli” 14 milioni, ne incassò quasi 180 in tutto il mondo e, oltre a quello del regista, si aggiudicò anche gli Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale e la Miglior Colonna Sonora, oltre a quattro Golden Globe, quattro BAFTA ed il Leone D’oro a Venezia.
Ad un anno di distanza dall’uscita nelle sale, le due camicie indossate da Heath Ledger e Jake Gyllenhaal nel film, vennero messe all’asta per un evento organizzato da un’associazione benefica americana a favore dei bambini e furono vendute per oltre $100.000.
L’acquirente, un collezionista di cimeli cinematografici, definì le camicie di Ennis Del Mar e di Jack Twist come “Le scarpette rosse del nostro tempo”, in riferimento alle scarpe magiche di Dorothy Gale, indossate da Judy Garland ne Il Mago di Oz, aggiungendo che non se ne separerà per nessuna ragione al mondo.
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