
Da Pulp Fiction in poi, ogni nuovo film di Tarantino è sempre stato atteso da pubblico e critica con molta trepidazione, quasi come un evento. Il suo personale modo di scrivere e dirigere ha sin da subito estasiato ed ammaliato milioni di persone, che pellicola dopo pellicola hanno imparato a coglierne senso e bellezza.
Scrivere in poche righe di cosa parla “C’era una volta a Hollywood” sarebbe un esercizio scolastico ripetitivo ed inutile, Tv, Internet, Carta Stampata e Radio ne sono pieni, basta semplicemente dire che questa volta Tarantino è stato il carnefice di se stesso.
Ha preso tutti i suoi stessi dogmi, quelli che ci ha raccontato per anni e che hanno fatto fumare tastiere, penne e macchine da scrivere e li ha buttati tutti insieme nel secchione, stando bene attento che ci fossero quasi tutti.
La cosa sconvolgente è che nonostante i tre attori protagonisti, Di Caprio, Pitt e Robbie, siano assolutamente straordinari, il film non può che andare appena oltre una sufficienza piena, questo a dimostrazione della linearità della storia, dell’assenza completa della sua sceneggiatura e del montaggio semplice e troppo congruente.
Da salvare, anzi eccezionali, la colonna sonora e soprattutto gli ultimi 15 minuti, non tanto per la loro parte splatter, che comunque è gestita benissimo, quanto proprio per come sono strutturati e scanditi, è come se Tarantino dopo aver girato questa parte avesse pensato che il film potesse reggersi solo su di essa.
In una recente intervista, poco prima che uscisse il film nelle sale, Quentin ha dichiarato di aver detto ormai tutto e probabilmente, di non avere più nulla da dare al cinema. Ora con il senno di poi magari si è accorto anche lui delle enormi carenze di questa sua nona pellicola e se così è, mi auguro che non si lasci trascinare verso un numero 10 che potrebbe intaccare quello che ha creato in quasi 30 anni di poesia, il bonus se l’è appena giocato.
Jonhdoe1978 / Voto: 6.5
“Pronto Alberto, c’è Angela?” “A Quentin, ma quando a smetti de fa ste battute…dimme al volo che devo registrà la puntata sulle scimmie del Parlamento” “C’ho un idea pe un film tutto girato a Hollywood ai tempi d’oro, ma te ricordi quando avevo detto che volevo fa solo 9 film? Me sa che ho fatto na cazzata…dopo questo come i faccio i soldi? “E allora pia tutti per culo e gira un documentario!”
Stavolta Quentin Tarantino ha voluto fare Alberto Angela, solo che aveva più budget, senza il problema di mandare la pubblicità ogni 3 per 2. Niente iene, katane, trame articolate con valigette strane, ma tutto il cucuzzaro di quello che secondo lui era Hollywood, praticamente la preistoria del Cinema.
Bruce Lee che fa er comico, i fiji dei fiori, Roman Polanski ancora più basso, Steve McQueen scoionato, Charles Manson che pare Jim Morrison, na ragazzina che pare mi nonna, tutti gli attori feticci di Quentin che pur di starci l’hanno pagato, e altri 4: Di Caprio che dopo “Balla con l’orso” torna nel ruolo dell’attore, Pitt nel ruolo della controfigura di Brad, la bionda di “Wolf of the Wall Street” che fa Sharon Tate, e un cane.
Il tutto girato a regola d’arte come uno dei migliori documentari di Alberto Angela, con 20 minuti finali “molto pulp, pure troppo“.
Mklane / Voto: 6.6
Ringrazio i miei esimi colleghi per avermi concesso di sbollire l’ enorme incazzatura (che mi porto dietro dall’ uscita del cinema di qualche settimana fa), prima di buttare giù questa recensione. Eravamo d’ accordo di non superare le 250 battute a testa ed in principio sono rimasto fermo sull’ idea di ripetere per 250 volte la parola “Merda”.
In realtà sarebbe stato ingiusto, perché il film non è una merda…è solo che per un “Tarantiniano” come il sottoscritto, la sensazione uscendo dalla sala è stata quella della totale presa per il culo.
Concedetemi per una volta il turpiloquio…dovesse riuscire a scuotere il buon vecchio Quentin dal noioso e auto-celebrativo torpore in cui si è rinchiuso.
Non riesco davvero a credere che lo stesso Tarantino di Jackie Brown, Le Iene e di Pulp Fiction abbia potuto dare l’ Ok all’ uscita delle sale di due ore di docufiction sulla vita degli attori hollywoodiani prima di scatenarsi in 15 minuti di sangue e regia psichedelica. Voglio pensare che volesse sviluppare la pellicola in due o più episodi (come in Kill Bill), ma la produzione glielo abbia vietato ricattandolo con una foto dei piedi della Thurman vicinissimi ad una sega circolare.
Salvo il film dall’ insufficienza piena solo per le straordinarie interpretazioni di Pitt e di Di Caprio che, questa volta, salvano letteralmente il culo al regista.
Aspettiamo il decimo Quentin…che, come hai sempre dichiarato, dovrebbe essere l’ ultimo. Vedi di rifarti, perché abbandonarci per avviarti verso il viale del tramonto con prodotti come questo, rischia di farti uscire di scena come tutti quegli sportivi che per raccattare gli ultimi spiccioli approfittano dell’ eco dell’ aureo passato, portando in campo, sul ring ed in pista solo brutte figure.
Alessandrocondueesse / Voto: 6























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