
Una delle cose che mi è sempre piaciuta dei film western è la caratterizzazione delle singole cittadine, quel senso di unicità e indipendenza che ognuna di loro ha nonostante sia separata dalle altre da poche miglia di deserto. E’ come vedere tanti piccoli mondi diversi all’interno di uno strettissimo spazio.
Il capitano Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks) è un reduce di guerra che ora passa la sua vita viaggiando da villaggio a villaggio leggendo i giornali e raccontando storie a essi collegati.
Durante uno dei suoi spostamenti si imbatte in una carovana rovesciata, vicina la quale trova una bambina di origine Kiowa sola e spaventata. Dopo aver provato invano ad affidarla ai soldati del luogo decide di accompagnarla lui stesso dai parenti della famiglia che scopre essere stata sterminata brutalmente.
L’ambientazione del selvaggio West, con le sue lunghe distese incontaminate e i suoi accampamenti a lume di fuoco precursori spesso di monologhi interiori, è sempre stato il posto perfetto per viaggi alla ricerca della propria anima. Non si discosta da questo principio Notizie dal mondo, nuovo film dell’altalenante regista Paul Greengrass e adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Paulette Jiles.
Il film, infatti, ci racconta del doppio viaggio, fisico e spirituale, che i due protagonisti, il capitano Kidd e la piccola Johanna (Helena Zengel), fanno alla ricerca di una nuova dimensione nella quale ritrovarsi e riscoprirsi. Quello che li lega, nonostante la differenza di età, d’origine e di aspettative è la sensazione di abbandono e solitudine derivante dalla perdita di chi gli stava vicino. Ma mentre il primo tenta di mantenere una tiepida linea di galleggiamento cercando di donare un sorriso e un po’ di sollievo alle persone che man mano lo ascoltano nel suo vagare, la seconda sembra estraniarsi dal mondo, rifiutando la sua nuova condizione. Inizia cosi il loro lento e a tratti, commovente avvicinamento, fatto di polvere e di miglia, di incontri e di provvisorietà, di speranze e disillusioni. Nonostante l’inizio e la fine riescono in qualche modo a mantenere questo tormento emotivo, la parte centrale, pur non svilendo completamente il messaggio, non riesce a fare lo stesso perdendosi in situazioni che danno l’impressione di essere distanti ed estreme. L’accettazione narrativa che un avvenimento fortuito possa salvare la vita perde, infatti, la sua personale veridicità se ripetuto più volte diventando quasi il mezzo con il quale allungare la storia smarrendo la sua autenticità.
Il viaggio metaforico, pur se, come appena detto, continuamente spezzato riesce comunque ad arrivare anche se in modo meno travolgente di come avrebbe potuto e, a mio avviso, dovuto. La sofferenza interna dei due arriva in tempi e in modi diversi e questo a causa sia appunto, delle scelte narrative che soprattutto, per il diverso spessore interpretativo. Era ovvio, infatti, che per Helena Zengel sarebbe stato necessario un corollario di avvenimenti più serrati e performanti per arrivare allo spettatore rispetto a Tom Hanks. Questa mancanza ha comportato a mio avviso, uno sforzo superiore non necessario per arrivare al cuore della piccola evitabile con una maggiore attenzione e cura. Tom Hanks, invece, è riuscito apparentemente con naturalezza a trasmettere tutta la personalità e la sofferenza del suo personaggio insieme a quella speranza che man mano ritrovava negli occhi della sua non prevista compagna di viaggio.
L’idea di un uomo che in un mondo falcidiato dalle conseguenze della guerra, dalla povertà e dall’analfabetismo dell’epoca, vada in ogni angolo a lui possibile a raccontare quello che succede altrove è poetica, nostalgica e malinconica. E questo soprattutto, per la bellissima contraddizione che nasce tra la sua interiore solitudine errante e l’aggregazione che quello che fa crea tra la gente. Un sorriso quantificato in 10 cent che da l’impressione di non avere prezzo, di regalare un po’ di ossigeno a persone schiacciate dal dovere e dal sudore. La sua sembra un’attività di raccordo tra quello che era e quello che è quasi che riuscisse a ritrovare pezzi di se stesso nelle storie che racconta e negli occhi di chi le ascolta. Johanna diventa l’amo per farlo riemergere, per trovare di nuovo fiducia nel futuro e di un’esistenza che vada oltre il giorno dopo giorno.
Notizie dal mondo ci parla delle seconde possibilità, di come la vita possa sempre darci un nuovo confine da raggiungere e questo a prescindere da età, vissuto e provenienza. I due, nonostante tali differenze, accentuate dal parlare una lingua diversa, riescono a creare una dimensione sensoriale e sentimentale tutta loro nella quale identificare un’esistenza “normale”. Come detto il percorso con il quale si raggiunge questo livello non è stato sempre all’altezza, con momenti improbabili e ripetitivi nel concetto. Questo non ha comunque evitato al film di arrivare a dama, a quel messaggio di nuova speranza che voleva trasmettere insieme all’evidente voglia di dire che senza l’amore rimaniamo delle macchine difettose. D’altronde il momento in cui l’uomo trova il suo equilibrio è quando riesce ad amare e a donarsi abbandonandosi alle sensazioni e ai sogni e questo a prescindere da luogo, tempo e cultura.
Jonhdoe1978
Ti è piaciuta la recensione? Seguici anche su Instagram e Facebook























Lascia un commento