
Durante le riprese di Django Unchained, ottava pellicola di Quentin Tarantino del 2012, Leonardo DiCaprio rimase ferito per ben due volte e, in entrambi i casi, continuò a portare a termine la sequenza.
L’attore di Los Angeles si infortunò tutte e due le volte nella medesima scena: quella della cena a Candiland, la residenza del suo personaggio Calvin J. Candie, il ricco e crudele latifondista del Mississippi.
Ma mentre il primo incidente capitò durante le prove della scena (un martello si ruppe e rimbalzando cadde sulla testa di DiCaprio), il secondo avvenne mentre stavano girando. Nel corso della sequenza, quando si vede DiCaprio battere forte il pugno sul grande tavolo della sala, il grande anello che portava al dito finì per procurargli un grosso taglio alla mano.
Imperterrito l’attore continuò a recitare, tra lo stupore generale degli altri attori e dello stesso Tarantino che non pensò nemmeno per un’istante a chiamare il “Cut” e, solo quando DiCaprio ebbe ultimato le sue battute, fece partire un lungo applauso per la straordinaria prova.
Mentre gli veniva medicata la ferita, disse a Tarantino che secondo lui se avesse spalmato il sangue sul volto di Broomhilda (Kerry Washington) sarebbe stato perfetto per il suo personaggio.
Tarantino trovò l’idea geniale, si fece portare del sangue finto e finirono di girare una scena indimenticabile.
Le riprese della medesima scena furono interrotte numerose volte invece, dallo stesso DiCaprio, perché l’attore si trovava in serie difficoltà a pronunciare così tante espressioni razziste. Furono Samuel L. Jackson, Jamie Foxx e Tarantino, alla fine, a convincerlo a continuare, regalandoci uno dei villains più affascinanti della storia del cinema.
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