
TITOLI DI TESTA: made in USA.
TRAMA: ci sono film che vedi a Natale perché almeno l’atmosfera aiuta. Poi ce stanno quelli che ti capitano a marzo, mentre stai zappando la tv e pensi: “Vabbè, vediamo che è…”. E invece ti ritrovi davanti Natale a Roma. Che già così fa ride: Natale, Roma… e siamo a marzo. È come vedé Vacanze a Ibiza a Ferragosto sotto la pioggia.
La storia parte con Angela, guida turistica americana tutta entusiasmo, sorriso da spot del dentifricio e passione per Roma grande quanto il Colosseo. Peccato che appena inizia il film perde il lavoro perché litiga con il suo capo Tommaso. Un classico: arrivi a Roma per vivere il sogno italiano e dopo cinque minuti stai a fa’ i conti con la disoccupazione.
Ma tranquilli, perché subito dopo arriva Oliver, imprenditore/bisteccone inglese bello, elegante, pieno di soldi e pure un po’ spaesato. Lui è a Roma per comprarsi una storica azienda di ceramiche – roba serissima, talmente seria che a controllarla c’è Franco Nero – ma soprattutto vuole “scoprire il cuore della città”. Che significa, tradotto: giro turistico deluxe con Vespa inclusa.
E quindi via: Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza San Pietro, tramonti romantici, pasta, vino e Angela che gli spiega la vita romana come se fosse una guida di Tripadvisor incarnata. Peccato che questa Roma non esiste. Il Gianicolo sembra addobbato come un centro commerciale americano, con palle di Natale grandi come meteoriti. Io al Gianicolo a Natale ci sono stato mille volte e giuro che tutta quella roba non c’è mai stata.
Poi arrivano i momenti di “vita vera”: il forno di quartiere con l’insegna gigantesca FORNO. Così. Punto. Manco il nome, niente. Realismo urbano portato proprio ai massimi livelli.
Nel frattempo Angela e Oliver si innamorano. Lentamente. Lentamente tipo traffico sulla Tangenziale. Lui scopre la magia della cucina italiana, lei scopre che lui non è solo ricco ma pure sensibile. E tu scopri che la chimica tra loro è pari a quella tra due sedie IKEA.
Il film vorrebbe essere una commedia romantica piena di atmosfera natalizia, ma è talmente stereotipato che sembra Roma vista da uno che ha studiato la città su Google Maps.
TITOLI DI COSA: Natale a Roma è uno di quei film romantici che dovrebbero scaldarti il cuore…e invece ti stendono per la noia.
Più che un Harmony, sembra quasi un horror natalizio. Perché alla fine la vera domanda non è se si innamoreranno. È perché qualcuno ha deciso di girarlo davvero nonostante non sia mai stato a Roma.
EXTRA: fa schifo ar cazzo.
Mklane
Ti è piaciuta la recensione? Seguici anche su Instagram e Facebook























Lascia un commento